Le piante proibite, piante che curano. Intervista a Josep Pàmies

piante proibite, piante che curano

Prima che le grandi multinazionali farmaceutiche e agricole capissero il potenziale altissimo della natura, con l’acquisto di brevetti su alcuni geni, e spostassero il mercato verso farmaci prodotti sinteticamente in laboratorio, acquisendone in modo nemmeno troppo velato il monopolio, curarsi con le piante era un’abitudine comune.

Oggi giorno per fortuna è un’usanza sempre più diffusa e in continua evoluzione.

Poco distante da Barcellona, nella frazione di Balaguer (Lleida) c’è un vivaio che è molto più di un semplice vivaio, è un posto dove la natura non è soggetta (o quasi) alle leggi delle multinazionali e curarsi con essa è ancora possibile.

Josep Pamies è colui che ha messo in piedi questo splendido luogo dove è possibile trovare molte specie di piante rare e fortemente terapeutiche. Abbiamo avuto la fortuna ed il piacere di andare a trovarlo per capire meglio il suo lavoro e diffondere il messaggio della sua battaglia contro le multinazionali del farmaco.

Josep è un disobbediente che dovrebbe essere un esempio per tutti coloro che lottano contro le multinazionali e vogliono riavere il controllo della natura, e che ha trovato appoggi e consensi in gran parte d’Europa e oltreoceano.

Un vero e proprio movimento popolare che aspira a diffondere conoscenza dal basso, affidando gli strumenti necessari, per far si che ognuno possa liberamente curarsi con le piante.

Quando è iniziata la tua avventura con il vivaio?

Il vivaio c’è da molti anni: facevamo lattuga, pomodori e altri ortaggi poi ho scoperto una pianta che si chiama Stevia con la quale si possono curare il diabete, l’ipertensione, il colesterolo e che è stata proibita per molto tempo. Così ho cambiato l’attività e ho iniziato a coltivare le piante medicinali, alcune di esse proibite.

Hai comunque mantenuto l’orto?

Sì, certo. Ho molte verdure come lattuga, radicchio, cicoria etc.

Da quanti anni lavori in questo campo?

È 26 anni che sono qui, ma nel tempo c’è stato un rivoluzionamento. Avevo un problema con la Monsanto e la Bayer perché utilizzavo i loro veleni, ed inoltre in quel periodo avevano iniziato a trasformare l’agricoltura chimica in tutto il mondo e proibivano la coltivazione di alcune piante come la stevia. Quando vedo che una pianta che può aiutare a curare il diabete, l’ipertensione e il colesterolo viene proibita dal governo spagnolo, e non solo, ho ancora più voglia di coltivarla e così ho fatto. Una pianta non può fare alcun danno, al contrario il danno lo fa l’impresa farmaceutica che proibisce la vendita di essa per ostacolare la cura del diabete, dell’ipertensione e di altre patologie. Con il passare del tempo ogni volta che regalavo qualche pianta mi venivano regalate altre piante o semi, sempre con e etti terapeutici e curativi, e io apprendevo nuove varietà e utilizzi. Le piante più potenti sono proibite e questo è un crimine.

Sono molte le piante proibite?

La cannabis è l’unica penalmente proibita, le altre (kalanchoe, perilla, stevia etc.) non si possono vendere come erbe medicinali ma si possono coltivare per uso personale. Qui le vendiamo pure, stiamo sovvertendo le leggi del governo perché non sempre abbiamo voglia di abbassare la testa al sistema politico. Un sistema composto da partiti che votiamo formati da imbecilli che reprimono. È da due elezioni che non voto per disubbidienza, in genere sono dalla parte del partito di sinistra ma un partito vale l’altro perché diamo fiducia a persone che poi ci tradiscono. Noi ci ribelliamo coltivando e vendendo sia il proibito che il non.

Un paio di anni fa hai avuto problemi per aver coltivato 70 piante di cannabis, recentemente hai dichiarato di voler coltivare 300 piante di canapa industriale. Hai già iniziato a coltivare la canapa?

Sì, la polizia aveva sequestrato le piante perché non era chiaro, per loro, se era cannabis o canapa e mi hanno denunciato per coltivazione di marijuana. Quest’anno ho messo la canapa industriale, mentre durante i tre anni scorsi era marijuana. Sto aspettando di essere giudicato nel frattempo ho ricevuto una multa da 10mila euro, vediamo come si evolverà. Mi piacerebbe il prossimo anno fare un ettaro in più di canapa.

In una tua intervista hai affermato che vari pazienti a etti da sclerosi multipla si sono curati con la marijuana, in che forma hanno assunto marijuana i pazienti?

In genere assumono la sostanza tramite la macerazione dei fiori di marijuana in olio di oliva, mandorle o cocco per 2 mesi. Con l’appoggio dell’associazione “Dulce Revolucion”, di cui sono membro, spieghiamo come farlo in casa individualmente. Di solito viene applicato sotto la lingua. Recentemente un paziente affetto da cancro, con anche crisi epilettiche, lo prendeva 90 volte al giorno perché meno non faceva effetto. Dipende dalla persona, è molto soggettivo.

Queste persone sono guarite totalmente?

Sì, abbiamo un caso di guarigione totale, c’è la testimonianza del paziente sul nostro sito.

Sappiamo che sei membro dell’Associazione “Dulce Revolucion”. Spiegaci di cosa vi occupate precisamente…

La “Dulce Revolucion” è stata un’idea che partì da qui perché era insostenibile la situazione con la stevia. La pianta era molto conosciuta e non potevamo venderla, all’inizio la regalavamo. Poi con gli amici di Slow food, in particolare con Carlo Petrini (fondatore Slow Food), volevamo aprire una sezione sulle piante medicinali e di denuncia ma la struttura di Slow Food non lo permetteva. Così insieme abbiamo deciso di farlo per conto nostro, con la “Dulce Revolucion”. Non è stato condiviso da Slow Food perché l’associazione non ha voluto legarsi ad un movimento così duro e forte contro le mafie, ma da quel momento si è creato un gruppo di volontari di Slow Food che si sono occupati della “Dulce Revolucion” e che da 8-9 anni scrivono articoli, fanno traduzioni e diffondono contenuti.

In passato hai avuto dei problemi legali anche a causa della stevia… Nel corso del tempo hai avuto altri problemi con la legge per via di qualche altra pianta?

Ho problemi con piante di cui al momento non esistono sanzioni. Ad esempio la Kalanchoe utile nella cura del cancro, la Perilla per gli orzaioli o l’Artemisia annua per il cancro ai polmoni; sono piante di cui è proibita la vendita ma che noi vendiamo comunque.

Appoggi l’iniziativa legislativa popolare contro gli organismi geneticamente modi cati in Catalunya. Come si muove la politica in questo senso?
Per presentare un’iniziativa popolare al parlamento della Catalunya abbiamo bisogno di 50mila firme, ne abbiamo raccolte 106mila, il doppio. Abbiamo avuto molti consensi in Catalunya e adesso che è stata presentata in parlamento la proposta di legge è necessario discuterla, ma i partiti si riuniscono se partecipano tutti altrimenti non si discute e questa è una gran perdita di tempo. È importante fare opposizione nella società con la disobbedienza, non coltivando creeremo un male invece bisogna coltivare il proibito per il bene.

Hai conosciuto altre realtà simili alla tua fuori dalla Spagna?

Con la “Dulce Revolucion” stiamo cercando di creare una rete di realtà collegate all’associazione ma tutte indipendenti. In Italia stanno iniziando adesso, in Spagna c’è qualche realtà simile alla nostra e anche in America, ma la struttura è differente. Non abbiamo una relazione diretta con le altre realtà così non possono bloccare tutti ma possono andare dal singolo.

Viviamo in un mondo in cui non siamo capaci di tenere sotto controllo le scorie e l’inquinamento che produciamo, ma ci preoccupiamo di proibire delle piante: chi le teme davvero?

Bayer e Monsanto sono la stessa impresa ora che la prima ha comprato la Monsanto. Entrambe non si fermano con il transgenico, gli insetticidi o gli erbicidi ma detengono anche la sezione farmaceutica che non cura con i medicamenti ma ha molti effetti secondari e si deve fermare anche con l’alimentazione. Quest’effetto secondario dei medicamenti che non curano è la seconda causa di morte in Europa. Vari premi Nobel hanno annunciato un libro di un giornalista straordinario che smonta tutto lo schifo dei politici e delle farmacie. L’ambiente è una causa importante di morte per contaminazione di quello che respiriamo, e più importante è quello che mangiamo. Mangiamo male e per aumentare la produzione ci ritroviamo un sacco di cibo tossico. Le malattie ultimamente stanno crescendo molto rapidamente e questo è buono per l’industria farmaceutica. C’è interesse nel far aumentare le malattie e molte persone muoiono, molta gente non ci pensa perché si da del governo ma il governo è un assassino. Tutti i governi. C’è un libro importante, che consiglio, che parla di questo “Medicine letali e crimine organizzato” di Peter C. Gøtzsche.

Cosa ne pensi del fatto che negli ultimi anni la cannabis è stata rivalutata in tutto il mondo?

Gli Stati Uniti hanno legalizzato in alcuni Stati la marijuana diminuendo la proibizione, l’Europa invece è il nucleo duro dell’industria farmaceutica rispetto agli Stati Uniti, questo è il motivo perché è molto lenta la legalizzazione in Italia. La Bayer e la Monsanto sono molto posizionate in Europa e non ci sono grandi speranze future perché i governi europei, che dipendono dall’Unione Europea, si stanno piegando e vendendo al sistema.

Che cambiamento hai notato in questi anni?

La società non criminalizza la marijuana, se vince un referendum sulla legalizzazione si legalizzerà. Stanno cambiando milioni di persone è il governo che non cambia. La differenza sta a livello di popolo e nell’interesse del settore farmaceutico. La “Dulce Revolucion” si impegna per rendere ognuno indipendente e autonomo nel coltivare le proprie piante per sé. Noi coltiviamo anche perché alcune persone malate, nel momento di emergenza, non riescono a coltivare una pianta per curarsi. La coltivazione di una pianta non si può fermare anche se stanno imparando la commercializzazione della pianta per il trattamento. È cambiata molto la mentalità della gente: medici, infermieri e persone del settore vengono a cercare ed informarsi sui vari tipi di piante mediche.

Come organizzate il lavoro di informazione?

Ogni sabato facciamo vedere come si fanno le varie preparazioni, circa 200/300 persone vengono ogni settimana qui ad apprendere. Dalle 2 alle 4 ore. Facciamo vedere come usare le piante, come fare l’olio, gli estratti etc., e cerchiamo di spiegare le tecniche più semplici ed economiche. La mattina facciamo 2 ore di intercambio di esperienza con le persone che si sono curate dal cancro e che in pochi mesi sono guarite. È più che un vivaio.

Hai contatti con medici che ti portano pazienti?

Sì, siamo in contatto con medici e biologi che supportano la nostra visione. La rete di relazioni che abbiamo è cresciuta nel tempo in maniera graduale. Purtroppo non possiamo salvare tutto il mondo, possiamo farlo di ondendo informazioni e in ogni caso le persone devono svegliarsi. Ci sono 300 persone con bambini con il cancro che stiamo trattando. Se la gente inizia a curarsi in questo modo aiuta anche gli altri a curarsi e guarire, è importante creare il passaparola.

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Ossa più forti con l’Equiseto

equiseto

L’equiseto è ricca di silicio, il minerale che rinforza le ossa e combatte i dolori articolari

L’equiseto (equisetum arvense) è una pianta molto diffusa in tutto il mondo. E’ chiamata anche “coda cavallina” per la somiglianza delle sue foglie con la coda dei cavalli.

E’ particolarmente indicata per rinforzare le ossa e prevenire l’insorgere di patologie dovulte alla decalcificazione, come l’osteoporosi. E’ infatti conosciuta ed apprezzata per le sue proprietà rimineralizzanti, ricca di calcio, magnesio e silicio organico, quest’ultimo indispensabile per rafforzare il tessuto osseo.

Proprietà dell’Equiseto

Ricchissimo di minerali come potassio, calcio, magnesio, zinco, fosforo e oligoelementi, si distingue in termini di quantità il silicio (sotto forma di silice), elemento indispensabile per la sintesi delle fibre di collagene presenti nella cartilagine. E’ dimostrato che una bassa concentrazione di silicio causa la demineralizzazione dell’osso e contribuisce all’osteoporosi. L’integrazione con l’equiseto rappresenta quindi un valido aiuto per la salute delle nostre ossa.

Consigliato anche per unghie, pelle e capelli, nonché come diuretico

Oltre all’accrescimento osseo favorisce la crescita di unghie e capelli. Per uso esterno (decotti o impacchi) aiuta a risolvere eczemi e disturbi alla pelle in genere.

E’ inoltre un ottimo diuretico: infatti è ideale per il drenaggio dei reni e delle vie urinarie anche in caso di infiammazioni e calcoli renali.

Dove acquistare l’Equiseto?

Puoi acquistare la tintura madre, o l’erba essiccata (per preparare infusi) in erboristeria. Altrimenti su internet, sul sito dell’Aziend Agricola italiana di Mauro Vallesi (www.erbedimauro.it), che vende la pianta essiccata direttamente dal campo a casa tua, senza passaggi intermediari.

equiseto dove si compraTisana di Equiseto
Confezione da 70 g
Prodotto da: Azienda Agricola di Mauro Vallesi

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Ricette con la menta selvatica

menta selvatica

La menta ha accompagnato gran partedella storia dell’uomo, in quasi tutti i continenti. Già duemila anni fa si estraeva il mentolo in Giappone, mentre Plinio e Galeno ne avevano parlato per le proprietà medicamentose.

Nel Capitulare de villis, Carlo Magno elenca la menta tra le erbe medicinali da coltivare nell’orto. Non abbiamo però bisogno di coltivarla, salvo per finalità culinarie: la sua magia di profumo e sapore è già nella menta selvatica (Mentha longifolia) che cresce in abbondanza in tutta Italia.

Personalmente la raccolgo attorno ai boschi, mentre coltivo solo alcune varietà come la Piperita e la Citrata ma in vaso, per evitare che i suoi rizomi esuberanti invadano tutto l’orto.

Conservazione

Conservo la menta per l’inverno come foglie secche, semplicemente seccandola appesa a testa in giù e protetta da sacchetti di carta. In un paio di giorni è già pronta. Si può utilizzare così sia per fini erboristici che in cucina.

Oppure la conservo come salsa alla menta, ottima per accompagnare bruschette, stufati, insalate e comporre salse profumate allo yogurt. Oppure come sciroppo di menta, ottimo con dolci al cioccolato e sul gelato.

Salsa alla menta

– 200 g di foglie di menta fresche
– 350 ml di aceto di mele
– 100 g di zucchero integrale di canna
– sale integrale

Tritare la menta e frullarla con 50 g di aceto di mele. A parte, portare a bollore 300 ml di aceto di mele, spegnere e aggiungere lo zucchero, mescolando bene. Attendere 5 minuti e aggiungere il composto di menta e un pizzico di sale.
Riportare il tutto a bollore e invasare ancora calda, sterilizzando poi i vasi per 15 minuti.

Sciroppo di menta

Lasciare macerare per 24 ore 50 g di foglie di menta in 50 ml di alcol a 95°. Trascorso questo tempo, diluire il macerato
con 100 ml di acqua naturale e lasciar riposare 6 ore. Aggiungere 750 ml di acqua naturale e 150 g di zucchero. Mescolare fino al completo scioglimento dello zucchero, poi filtrare e conservare in bottiglia fino a 6 mesi.

La menta selvatica in erboristeria

Le foglie di menta, sia fresche che essiccate, sono un’ottima tisana digestiva ma ne va fatto un uso limitato per evitare un eccessivo stimolo delle mucose gastriche. L’ideale è aggiungere qualche foglia di menta a un tè verde. Le foglie di menta si possono utilizzare anche per sciacqui orali lenitivi, soprattutto per casi sporadici di alitosi o gengive infiammate. Non è un caso, infatti, che sia la componente aromatica di molti dentifrici.

Decotto di menta per irritazioni del cavo orale (colluttorio)

– 6 g di foglie di menta
– 100 ml di acqua naturale
– 2 gocce di tea tree oil

Far sobbollire per 3 minuti le foglie di menta in acqua. Raffreddare, filtrare, aggiungere il tea tree oil e utilizzare come sciacqui o applicando compresse imbevute sulle parti interessate. Si mantiene fino a 5 giorni in frigorifero.

L’Aloe Arborescens di Padre Zago

aloe di padre zago

L’Aloe arborescens, utilizzata come pianta ornamentale nei giardini, è soprattutto un’eccezionale pianta medicinale. Le sue foglie, sono utilizzate per la preparazione di integratori alimentari, hanno proprietà drenanti e depurative, favorendo l’eliminazione delle tossine e creando una membrana che protegge le pareti intestinali, impedendo l’assorbimento di sostanze nocive; sono alleate del sistema digestivo, favorendo le fisiologiche funzionalità intestinali, stimolando la flora batterica e l’eliminazione delle componenti non necessarie e migliorando l’assorbimento delle sostanze nutritive.

Esse contrastano gli effetti collaterali dei farmaci sull’apparato digerente (es. acidità di stomaco, stitichezza, crampi), hanno proprietà virali e antinfiammatorie, stimolando il sistema immunitario, sono lenitive, alleviando i fastidi derivanti dalle punture di zanzare e altri insetti, meduse, perfino di ortica, scottature solari.L’Aloe arborescens ripara i tessuti e le membrane, è utile nei casi di eczemi, ferite e vesciche, ha un’azione dermoprotettiva, curando la pelle, è idratante ed emolliente. Ma a cosa sono dovute tutte queste virtù benefiche? Alle sue componenti! Le foglie, infatti, contengono antrachinoni, composti fenolici che generano un’azione lassativa, antimicrobica e favoriscono l’assorbimento delle sostanze nel tratto intestinale. In particolare, l’aloina, contenuta sotto la scorza delle foglie, inibisce la crescita delle cellule tumorali, oltre ad esplicare un’azione antinfiammatoria in caso di artrite.

Gli zuccheri , invece, hanno un’azione antinvecchiamento, intervengono sulle cellule responsabili della produzione di collagene il quale rende la pelle soda ed elastica; rigenerano le cellule per tutti i tipi di ferite, oltre ad intervenire sulle infezioni grazie alle proprietà antibiotiche e antibatteriche naturali. Inoltre, esplicano un’azione antinfiammatoria, riducendo il gonfiore e dolore specie nei casi di punture d’insetto, scottature solari, piccole ustioni e acne.

padre romano zago

Padre Zago

L’Aloe arborescens contiene 20 amminoacidi essenziali per l’uomo, noti per le loro proprietà antinfiammatorie ed analgesiche, ed un notevole contenuto di vitamine A, C ed E, dal potere antiossidante, che contrastano i radicali liberi e le alterazioni del processi metabolici che provocano danni al DNA.

La vitamina B12, poi, è indispensabile in caso di alimentazione vegana e vegetariana, fungendo da antianemico e mantenendo l’integrità del sistema nervoso; mentre la colina è una vitamina essenziale per il fegato, dove evita l’accumulo dei grassi. Importante è il contenuto di acido folico, che interviene nella formazione dei globuli rossi e nei processi di sintesi del DNA; così come i quantitativi di calcio, essenziale per le ossa; magnesio, fondamentale per i tutti i processi biochimici; sodio, utile al mantenimento delle funzioni del sistema nervoso e funzioni cardiache; potassio, indispensabile per il normale accrescimento, per la funzionalità muscolare e per il mantenimento di un giusto ph nei liquidi corporei.

Inoltre, il cromo regola i livelli di zucchero presente nel sangue, favorendo la produzione di insulina; il ferro è energetico e antianemico, il manganese è utile allo sviluppo osseo e al normale funzionamento del cervello, lo zinco è coinvolto in oltre 200 attività enzimatiche, fungendo da antiossidante ed essendo indispensabile nel mantenimento della funzionalità delle membrane cellulari. Il gusto dell’Aloe arborescens è molto amaro ma migliora, addolcendola col miele.

Molto noto è il preparato di Padre Zago, nato in Brasile, nell’attuale comune di Progresso, l’11 aprile 1932, sacerdote dei Frati minori, professore presso il seminario di Taquari, che nel 1991 venne incaricato di prestare il proprio servizio in Israele, dove elaborò il suo preparato a base di 120 grammi di foglie intere di Aloe arborescens, 165 grammi di miele di api, 1 cucchiaio di brandy o grappa.

Le foglie vanno tritate al buio ed il composto va aggiunto al miele e al brandy (o grappa). Il barattolo va conservato in frigo, tenendolo coperto con una stagnola per non far entrare la luce che annienta le proprietà della pianta. Padre Zago consiglia di assumere 1-2 cucchiai di succo di Aloe al mattino a digiuno fino a finire il prodotto, smettendo per 10 giorni per poi ricominciare.

Il miele di api, possibilmente naturale o non troppo trattato, ha proprietà veicolare, conducendo le sostanze curative contenute nel succo di aloe fino ai recettori più remoti dell’organismo, consentendo al preparato di esercitare la sua azione benefica; mentre la grappa ha azione vasodilatatrice, allargando i vasi sanguigni e favorendo la depurazione generale dell’organismo. Il sangue viene purificato, eliminando le sostanze infiammanti.

Senza alimentare false speranze in chi è malato, resta il fatto che questa ricetta continua a suscitare interesse e clamore. Padre Zago consiglia di raccogliere le foglie al tramonto o all’alba, lontane dall’innaffiamento naturale o piovano di almeno 5 giorni; vanno pulite con un panno umido ma non lavate, tagliando le spine laterali, il colletto, le punte e le parti secche o rovinate con un coltello. Il resto viene tagliato a pezzi e frullato sino ad ottenere una crema morbida e omogenea. Il vasetto va tenuto in frigo ad una temperatura non inferiore a 5° e si conserva sino a 30 giorni.

Perché scegliere l’Aloe Arborescens?

Tra le 250 varietà di Aloe oggi conosciute, la scienza ha recentemente mostrato particolare interesse per Aloe arborescens.

Scienziati come il Dr. Aldo Facetti, (tecnico phytology ed erborista al Palatinin Salzano Venezia Istituto in Italia), ha scoperto che Aloe Arborescens è 200% più ricco di sostanze medicinali e contiene oltre il 70% di proprietà anti-cancro rispetto al Aloe Vera, che contiene il 40% di queste proprietà. ***

Aloe Arborescens vs Aloe Vera: i nutrienti

  • Si ritiene meglio in valore medicinale rispetto alle altre varietà della pianta, tra cui Aloe
  • Vera.Rispetto al Aloe Vera, Aloe Arborescens ha una maggiore concentrazione di principi attivi, almeno tre volte superiore **.
  • Aloe Arborescens è più resistente alle condizioni climatiche avverse.
  • Aloe arborescens contiene un centinaio di principi attivi che sono noti per avere vari effetti sulla salute positivi sul corpo.

Tra le sostanze note, oltre a 8 aminoacidi essenziali, vitamine, acido acetil-salicilico, colina e varie forme di lipidi, Aloe contiene anche alcuni sali minerali rari: zinco, manganese, ferro, germanio, cromo, Mag-nesium, Boro , e selenio, con importanti implicazioni per le diverse patologie umane, tra queste, molte delle degenerative pato-logie, le malattie del metabolismo e carenza. *

L’aloe arborescens tende a normalizzare i parametri biochimici e funzionali del [corpo] in una finestra di tempo che varia da 2 a 6 mesi. Ecco alcuni degli effetti documentati: *

  • Aiuta la regolarizzazione della pressione parziale dell’anidride carbonica nel sangue.
  • Assiste la regolarizzazione dei valori di glucosio nel sangue, in particolare in pazienti diabetici.
  • Supporta la riduzione dei trigliceridi.
  • Aiuta la regolarizzazione di tutto il colesterolo con un incremento del rapporto HDL / LDL.
  • AIDS la normalizzazione della bilirubina.
  • Assiste la normalizzazione di acido urico.
  • Aiuta la regolarizzazione di Na / K, Ca / Mg.
  • Promuove un aumento di emoglobina.
  • Migliora la protezione dei sistemi di epatiche, pancreatiche e renali gastrointestinali.
  • Stimola l’attivazione delle difese immunitarie contro le infezioni acute.
  • Migliora linfociti riequilibrio in malattie infettive croniche.

* Nacci Giuseppe, M.D. “Capitolo 9.” Mille piante contro il cancro senza chemioterapia. N.p .: n.p. 2008. 194-96. Stampa.
*** Peuser, Michael, “i capillari Determinare la nostra destinazione, Aloe, Empress of Medicinal Plants” P.66, St. Hubertus. Sao Paulo / S.P. 2003

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Proprietà terapeutiche della Salvia

Proprietà terapeutiche della Salvia

proprietà della salvia

La salvia comune (salvia officinalis) é una pianta aromatica perenne molto comune in europa e nel bacino del mediterraneo allo stato naturale. Era già nota fin dai tempi dell’ antica grecia e della roma imperiale per le sue proprietà medicinali e culinarie.

E’ una pianta che cresce nei terreni assolati, sia in pianura che in montagna. Ha un fusto eretto che può arrivare a circa 30-35 cm di altezza. Attualmente, oltre alla salvia officinalis, sono note almeno circa 750 varietà di salvia, più o meno comuni. Alcune varietà sono frequentemente coltivate per uso medico ed altre solo per uso ornamentale perchè più povere di principi attivi.

E’ molto usata in cucina per il suo aroma caratteristico e gradevole, dovuto ai suoi oli essenziali, ricchi di terpenoli, ma soltanto come condimento aromatico e non come insalata da mangiare in grandi quantità.
Questo perché contiene un composto chetonico complesso, il tujone, che può essere tossico ad alte dosi.
A parte questo limite, alla salvia sono riconosciute varie proprietà medicinali dovute all’ olio essenziale, alla resina ed all’ acido tannico che contiene per le loro proprietà antiossidanti, antinfiammatorie ed attive anche sul sistema nervoso centrale.

Antisettico orale.

E’ nota come disinfettante per l’ igiene orale e per migliorare l’alito, quindi spesso usata nella produzione di dentifrici e collutori. A questo scopo, é utile anche masticare un po’ di foglie di salvia.
In casa, potete fare dei gargarismi con un decotto, bollendo 5 g di cime dei suoi fiori in 100 cc d’ acqua.

Stimolante ed anti-stress

la salvia stimola la circolazione sanguigna ed ha effetti ricostituenti e tonificanti anche sul sistema nervoso contro lo stress. E’ controindicata se si soffre di ipertensione, proprio per il suo effetto sulla circolazione sanguigna.

Migliora la memoria

L’ effetto stimolante sembra efficace sulla memoria, secondo uno studio pubblicato da alcuni ricercatori delle universities of newcastle and northumbria e pubblicata sul “journal of pharmacology, biochemistry and behaviour”.
La salvia, infatti, bloccherebbe l’ acetilcolinestarasi, un enzima che rompe e blocca l’ acetilcolina, la sostanza che permette il passaggio degli impulsi nervosi tra i neuroni.
Gli studiosi hanno fatto un test su 44 volontari per valutare le loro prestazioni in test di memoria dividendoli in 2 gruppi: al primo, veniva data una pillola con un’ estratto di salvia ed al secondo un placebo (una pillola senza l’ estratto). In media, le prestazioni del gruppo che ha assunto la salvia sono state migliori.

Per provare questi effetti stimolanti, potete preparare il “vino alla salvia”, aggiungendo 80 grammi di foglie di salvia in 1 litro di vino bianco o rosso, e lasciando macerare per una settimana.
Poi filtrate e lasciate decantare ancora per qualche giorno. A questo punto, potete berne 2-3 cucchiai da minestra dopo i pasti.

Contro i disturbi genitali

E’ utile per lenire i disturbi tipici della menopausa e tende anche a regolarizzare il flusso mestruale.

Contro tosse e laringite

Gli effetti disinfettanti e antinfiammatori della salvia possono lenire questi disturbi. A questo scopo, viene consigliato un decotto, da preparare bollendo per 20 minuti 100 g di foglie di salvia con 100 g di zucchero di canna in 500 cc di vino bianco, fino ad ottenere una consistenza sciropposa. Quindi, si filtra il tutto e si beve un cucchiaino ogni 2-3 ore per qualche giorno.