Malattie cardiache? Il rischio viene dai Carboidrati

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Non sono i grassi i principali killer per il cuore ma i glucidi, cioè i carboidrati.

Uno studio presentato a Barcellona nel corso del congresso europeo di cardiologia mette in discussione quanto indicato fino ora in tutte le linee guida di prevenzione della salute cardiaca e da decine di studi e documenti scientifici.

Lo studio PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology), stato condotto dall’Università di Hamilton, in Ontario ed i risultati sono stati presentati il 29 Agosto 2017 e pubblicati su Lancet.

La riduzione dei grassi, secondo Mahshid Dehghan, ricercatrice del Population Health Research Institute della McMaster University, ”non migliorerebbe la salute delle persone”. I vantaggi arriverebbero invece riducendo i glucidi, cioè in sostanza i carboidrati sotto il 60 per cento dell’energia totale, ”e aumentando l’assunzione di grassi totali fino al 35 per cento”.

I risultati delle analisi su oltre 135.000 individui provenienti da 18 paesi a basso, medio e alto reddito, nello studio prospettico epidemiologico dimostrano che e’ l’elevata assunzione di carboidrati a determinare un maggior rischio di mortalita’ cardiovascolare.

L’assunzione di grassi, secondo i risultati presentati, è invece, a sorpresa, associata a minori rischi.

Gli individui nella fascia alta del consumo di grassi mostravano una riduzione del 23% del rischio di mortalità totale, ma anche una riduzione del 18% del rischio di ictus e del 30 % del rischio di mortalità per cause non cardiovascolari.

Ciascun tipo di grasso era associato alla riduzione del rischio di mortalità: meno 14 per cento per i grassi saturi, meno 19 per cento per i grassi monoinsaturi, meno 29 per cento per quelli polinsaturi.

Una maggiore assunzione di grassi saturi e’ stata anzi associata a una riduzione del 21 per cento del rischio di ictus.

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Fonte: www.ansa.it

Mamma guarisce la figlia dall’autismo

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Ancora oggi molti medici sono scettici ma non potranno non tenerne conto nello studio futuro di una cura alimentare che ha meravigliato in primis Katherine. Katherine Reid non è solo una mamma ma è anche una scienziata, lavora come biochimico e ha sfruttato le sue conoscenze e i suoi studi per aiutare sua figlia, assieme al contributo del marito, Paul Sauer, che è un biologo cellulare.

Katherine ha cinque figli e alla più piccola è stata fatta una diagnosi di un quadro autistico a soli tre anni.

Brooke viveva in un suo mondo, non poteva esserci un contatto visivo con lei, un abbraccio, comunicare era difficile, impossibile l’interazione e il gioco con gli altri bambini.”

Era in grado solo di classificare, ordinare e raggruppare in modo ossessivo i suoi animaletti di plastica.
Il suo linguaggio era limitato a parole o frasi estrapolate da film, discorsi o canzoni che sentiva e ripeteva.
La sofferenza di una mamma è stata enorme perché si è sentita tagliata fuori ed impotente.

Katherine decide allora di approfondire la questione e sfruttare alcune sue conoscenze e altri studi indipendenti, sia da mamma che da ricercatrice.
Prova diversi approcci terapeutici ma emerge una cosa sconcertante: l’unica cosa che sembra sortire qualche effetto è cambiare alimentazione.Katherine evidenzia ciò che altri studiosi hanno già affermato: il cibo ha grandissimi e vasti effetti sul nostro cervello.

 Katherine apporta gradualmente delle modifiche alimentari in tre distinte fasi.

PRIMA FASE: INTEGRATORI E TANTA FRUTTA E VERDURA

– Nella prima fase vengono introdotti integratori alimentari: probiotici, vitamina B e D, Omega3, magnesio e quote aggiuntive di frutta e verdura.

Dopo soli 10 giorni, per la prima volta, Brooke stabilisce un contatto visivo significativo con la mamma.
Nelle settimane successive migliora la collaborazione e risponde quando le viene chiesto come si chiama, quando la gente intorno a lei parla, Brooke si gira a guardarli.

SECONDA FASE: ELIMINAZIONE DI GLUTINE E LATTICINI

– Dopo tre settimane è stata iniziata la fase due: eliminare il glutine e i latticini che contengono caseina (la proteina del latte), per sei mesi. La letteratura scientifica medica evidenzia studi a riguardo non solo relativamente all’autismo, ma anche per numerose altre patologie.
Non è un caso probabilmente se questi bimbi spesso hanno anche problemi di digestione e costipazione che, una volta modificata l’alimentazione, vanno migliorando di pari passo con il loro comportamento.

Brooke inizia successivamente ad interagire con gli altri bambini, a giocare in modo immaginativo, ad avere una percezione sensoriale molto migliore.
Continuava però ad avere comportamenti compulsivi e crisi di pianto che Katherine avrebbe voluto risolvere.

In base agli studi e alle ricerche indipendenti di Katherine, emerge un fattore determinante per lo sviluppo e il peggioramento di molte malattie tra cui la depressione, la sindrome bipolare, il diabete,  sclerosi multipla, Parkinson, sindrome di Tourette, schizofrenia, Alzheimer e l’autismo.

Si tratta del glutammato, che si trova nel 5% degli alimenti, soprattutto sotto forma di glutammato monosodico, spesso non menzionato in etichetta. I dadi da brodo, patatine e altri prodotti industriali lo contengono (sigla E621). Se mangiate cinese, è usato largamente nei piatti.

Il glutammato si accumula e provoca problemi al nostro corpo.
Si trova anche in modo naturale nel nostro organismo ma viene prodotto in base alle necessità, dunque in modo controllato.

Secondo molte pubblicazioni, l’assunzione da alimenti è responsabile di molti problemi neurologici dovuti ad un disequilibrio nei recettori primari che può interferire con l’apprendimento e tutte le funzioni neurali.

TERZA FASE: ELIMINAZIONE DEL GLUTAMMATO MONOSODICO

Ebbene nella fase tre vengono eliminati tutti i prodotti che contengono glutammato e Brooke diventa una bambina capace di comunicare perfettamente, senza crisi ossessive, senza più il bisogno di nessuna insegnante di sostegno!

Incredibilmente le critiche mosse a questi genitori sono state molte e non tutta la comunità scientifica è d’accordo sulla loro scelta. Chi non può fare a meno di vedere la realtà ammette che fondamentalmente si tratta solo di un’alimentazione più salutare!

Nel frattempo Katherine può toccare con mano il risultato della figlia, che ora ha sette anni, ed è la prova vivente della fondatezza delle sue ricerche indipendenti.

Katherine e il marito hanno inoltre costituito un’associazione senza scopo di lucro “Unblind my mind“ per rendere le persone consapevoli e stimolare curiosità e approfondimenti riguardo un’alimentazione più sana.

Fonte SFGate – Contiandrea.com

Glutine e Tiroide autoimmune: studi scientifici dimostrano che c’è un legame

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I ricercatori hanno scoperto che gli autoanticorpi organo-specifici (ad esempio, anticorpi anti-tiroide) scompaiono dopo circa  3 -6 mesi di una dieta priva di glutine.

La ghiandola tiroidea, afferma Freeman, a causa dello sviluppo embrionale che condivide con il tratto gastrointestinale, è soggetta a noduli e linfomi proprio come avviene in caso di intolleranza al glutine a livello intestinale.

Il glutine causa lo stress metabolico della tiroide

Konopka documenta che a livello biologico c’è un aumento della capacità di buffer c-AMP dei tessuti della tiroide dopo 7 mesi di adozione di un regime senza glutine. Cioè il consumo di glutine determinerebbe, in parole semplici, un’interferenza cronica a livello cellulare che pone sotto STRESS la tiroide.
Questa reattività a distanza con antigeni generati dall’intolleranza al glutine viene alimentata senza dubbio, dalla aumentata permeabilità della mucosa intestinale che caratterizza l’assunzione di glutine.

Il grano che mangiamo è stato modificato

Se il problema col glutine fosse il risultato di decenni di ripetuti e differenti interventi sulle varietà di grano che sta alla base della maggior parte del cibo che mangiamo? Questo si chiede Claudia Benatti, giornalista della Gazzetta di Modena, in un articolo inserito nel n. 193 di AAM Terranova.
“C’era una volta, in Puglia, un grano duro di nome “Cappelli”. Fino agli anni ’60 questo alimento era alla base della dieta della popolazione pugliese, ma questo povero grano, unica varietà coltivata nel Mezzogiorno d’Italia, apprezzato per la qualità, era, purtroppo per lui e per noi, poco produttivo.
Così, un bel giorno del 1974, il Professore Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, (attuale presidente dell’Accademia delle Scienze) con un gruppo di ricercatori del CNEN (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare) indusse una mutazione genetica nel grano duro denominato “Cappelli”, esponendolo ai raggi gamma di un reattore nucleare per ottenere una mutazione genetica e, in seguito, incrociandolo con una varietà americana. Dopo la mutazione, il povero grano era diventato “nano”, mostrando differenze, in positivo, in caratteri come la produttività e la precocità nella crescita. Questo nuovo tipo di grano mutato geneticamente, non OGM, ma irradiato, fu battezzato “Creso” e, con esso oggi si prepara ogni tipo di pane, pasta, dolci, pizze, alcuni salumi, capsule per farmaci, ecc. (con questa farina si prepara circa il 90% della pasta venduta in Italia).

“Quello che pochi sanno è che, il grano Creso, è responsabile dell’enorme aumento della celiachia, per l’alterazione del pH digestivo e la perdita di flora batterica autoctona, che determinano anomale reazioni anche per l’aumento di glutine che quel tipo di grano mutato geneticamente ha apportato all’alimentazione umana.

glutine dottor mozzi tiroideIl fatto che il glutine possa causare problemi di salute, posto in termini biochimici, deriva dal suo contenuto di un particolare frammento di questa proteina in cui gli aminoacidi prolina e glutenina sono ad una certa distanza tra di loro (molto vicine) per cui non riescono ad essere deamidate dall’enzima specifico (Arentz-Hansen 2000, Vader 2002, Sollid 2002). Detto in un linguaggio molto tecnico, l’apparato digestivo dei mammiferi non ha una capacità infinita di idrolizzare i legami ammidici quando sono adiacenti a residui di prolina. Questo non e’ un problema col riso, con l’orzo antico, con il grano saraceno, con il miglio, con l’amaranto e la quinoa, ma lo e’ col frumento.

Il fallimento progressivo degli enzimi addetti a digerire la proteina del frumento crea una tempesta di detriti infiammatori che non è circoscritta solo a livello intestinale, ma innesca un fenomeno autoimmune a carico di vari apparati e organi.

Malattie da glutine? Vediamo quelle della tiroide che scompaiono quando si sospende il consumo di glutine. Ebbene si, le anomalìe alla tiroide si normalizzavano con due mesi di dieta senza glutine secondo i seguenti ricercatori: Magazzu (1983), Collin (1994), Borg (1994), Batge (1998), Ventura (1999), Sategna-Guidetti (2001), Barera (2001), La Villa (2003), Jiskra (2003), Berti (2000), Kowalska (2000), Counsell (1994).
Valentino (1999) descrive una 23enne con diagnosi di ipotiroidismo dovuto a tiroidite di Hashimoto che coesiste con morbo di Addison e blocco ovarico. A distanza di tre mesi dalla sospensione del glutine fu registrato un notevole miglioramento clinico, la riduzione progressiva dei farmaci per la tiroide e per l’insufficienza surrenale.”

Normalizzazione della tiroide con una dieta senza glutine

Sategna-Guidetti [2001] valuta gli effetti dell’adozione di un regime senza glutine in pazienti celiaci precedentemente a dieta libera (con glutine), che dalle analisi risultano affetti da ipotiroidismo (31 casi) otiroidite autoimmune (29 casi)Nella maggior parte dei pazienti dopo un anno senza glutine si registra una normalizzazione delle condizioni della tiroide, specialmente in coloro che erano stati più  scrupolosi nell’applicazione del regime senza glutine.

Tiroiditi associate al Diabete-1 e Celiachia

Molto spesso le tiroiditi primarie, Hashimoto e non-Hashimoto, sono associate al diabete-1 e alla celiachia, ovvero a patologie che comportano una atrofia dei 5 milioni di villi intestinali che stanno nel piccolo intestino, una atrofia dei due campi da tennis assimilativi che tutti possediamo (400-600 metri quadri). Una atrofia causata essenzialmente da tre tipi di cibastri sbagliati che diventano collanti velenosi in sede di piccolo intestino, e che sono nell’ordine:
A) Cadaverina e omega-3 ittici, associati ai relativi grassi saturi.
B) Caseina (tutti i latticini).
C) Glutine (preferire dunque miglio, saraceno, quinoa, riso integrale, cioè cereali privi di glutine, e farina di avena rollata a freddo con basso contenuto di glutine ed alto valore nutritivo). Ottimi anche i semini di sesamo, lino, girasole, finocchio, zucca.

Zucchero nemico giurato della tiroide

In aggiunta a quanto sopra va eliminato lo zucchero industriale in tutte le sue forme e le sue versioni, evidenti e nascoste, pertanto serve un letterale repulisti di merendine, creme, marmellate, confetture, dolci, dolcetti, cioccolatini, bibite, cole, persino succhi confezionati e pastorizzati. Nessun limite se non quello della logica e della sazietà agli alimenti vivi, innocenti e crudi della natura, si chiamino essi frutta, verdura da orto, verdura selvatica, funghi, tuberi, germogli. Un minimo di trasgressioni è concesso per pane, pizza e pasta, specie nella versione integrale, per chi non ha nessun problema a metabolizzarli, e per chi non può davvero farne a meno. Lo zucchero della frutta viva e cruda non ha alcuna controindicazione, per cui va limitato e gradualizzato nei casi diabete.

Tiroide autoimmune: con la dieta del dott. Mozzi si guarisce

Le testimonianze di chi guarisce grazie al dottor Piero Mozzi sono sempre più numerose. Come Barbara, di gruppo 0 che, grazie alla dieta del dott. Mozzi, è guarita dalla tiroide autoimmiune eliminando i cibi per lei dannosi, come latticini, alimenti con glutine, zuccheri, amidi e cereali.
Leggi: Curare la tiroide con la dieta del dottor Mozzi

Fonti: Dionidream

[1] Digestive Diseases and Sciences

[2] Expression of growth factors and growth factor receptors in normal and tumorous human thyroid tissues.

[3] Acquired pseudohypoparathyroidism/(PHP) in adult coeliac disease (MCA)

[4] Prevalence of thyroid disorders in untreated adult celiac disease patients and effect of gluten withdrawal: an Italian multicenter study

[5] Creso

[6] Testimonianza di guarigione dalla tiroide con la dieta del Dott Mozzi

[7] Lorenzo Acerra, autore del libro “Mal di glutine” E-book “Mal di Glutine” gratuito

[8] Valdo Vaccaro – SQUILIBRIO IPOTIROIDEO HASHIMOTO

Come disintossicarsi dai metalli pesanti

disintossicarsi dai metalli pesanti

Il fisico canadese Neil Finley sostiene che questi effetti atmosferici rappresentano una firma chimica delle irrorazioni clandestine in atto”.  Aerei dotati di appositi dispositivi di emissione diffondono sostanza chimiche in atmosfera. Questo è un fenomeno che ne indica la presenza…

VIDEO: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=EhOf8RnT-kI

Ecco come possiamo difendere il nostro organismo… I metalli tossici sono sostanze inquinanti che penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria, acqua, cosmetici, farmaci, vestiti, vernici e oggetti di uso. Sono pericolosi perché tendono a bioaccumularsi: tendono cioè ad aumentare la propria concentrazione in un organismo biologico. Si accumulano lentamente e progressivamente nelle ossa, nel fegato, nei reni, nei tessuti connettivi, nel cervello e in altri organi. Il nostro organismo non riesce, con i normali processi detossinanti, a rimuoverli. Senza l’ausilio di sostanze chelanti, capaci di legarsi al metallo e di trasportarlo all’esterno dell’organismo, permangono per decenni e rappresentano un serio pericolo per la salute. Possiamo scegliere di mangiare cibi biologici dove sicuramente non sono usati pesticidi, erbicidi e fertilizzati che contengono metalli: purtroppo le acque dei fiumi e della pioggia sono inquinate e quindi finiscono irrimediabilmente anche nelle coltivazioni biologiche, soprattutto dove la coltivazione è circondata da altre coltivazioni in cui queste sostanze chimiche sono usate.

I metalli pesanti sono nelle pentole (in alluminio, acciaio con nichel) nei cibi e addirittura nei farmaci (ad esempio gli antiacidi contenenti idrossido di alluminio come il MAALOX), nei vaccini e nei cosmetici. Ogni giorno, ogni giorno accumuliamo e accumuliamo sempre di più metalli pesanti nel corpo che bloccano l´attività di numerosi complessi enzimatici, mentre l´eliminazione avviene solo in minima parte, per salivazione, traspirazione, allattamento (!!), ecc. I metalli si concentrano, danneggiandoli, in particolare in alcuni organi (come cervello, fegato e reni) e nelle ossa, e sono spesso un fattore aggravante, quando non determinante, in numerose malattie croniche.

Possiamo scegliere di usare cosmetici che contengono meno sostanze chimiche possibile, e lo stesso per tutti gli altri prodotti. Per le pentole le tratteremo in una pagina dedicata, ma già accenniamo che l’uso dell’alluminio è da escludere, lo stesso per quelle in ceramica che contengono delle nanoparticelle che vanno a finire nei cibi. L’acciaio inox 18/10 contiene il 18% di Cromo ed il 10% di Nichel. Il Cromo è un metallo pesante che è tossico anche a dosi bassissime.

I metalli pesanti vengono inoltre spruzzati con le scie chimiche finendo nell’aria, nell’acqua e nel terreno che alimenta gli animali, gli ortaggi, la frutta e tutte le coltivazioni. L’elevatissimo inquinamento ambientale nel quale viviamo mette a dura prova la capacità detossificante del nostro organismo, il quale non ce la fa più a fronteggiare un simile avvelenamento e va in affanno con il risultato che questi metalli pesanti rimangono imprigionati nel nostro corpo provocando numerosissimi danni. La ricerca scientifica ha ormai ampiamente dimostrato che alcune patologie sono strettamente legate all’inquinamento ambientale: cancro, Alzheimer, aterosclerosi sono solo un esempio. Il realtà l’entità e la tipologia del danno provocato dai metalli pesanti dipende dalla quantità degli stessi e dalle sedi di accumulo (ossa, fegato, rene, Sistema Nervoso Centrale, tessuto adiposo). In ogni caso una caratteristica dei metalli pesanti è quella di riuscire a bloccare l’attività di molti complessi enzimatici con conseguente danno metabolico ed energetico. I metalli tossici vengono da molti definiti come “killer subdoli” poiché si sostituiscono ai minerali necessari per la vita nell’organismo, alterando funzioni e strutture biologiche. Il concetto di sostituzione degli elementi vitali con altri meno idonei è un principio di base della sopravvivenza di tutti gli esseri viventi. Esaminato sotto questo profili, il principio della sostituzione da un minerale ad un metallo tossico, può essere visto come un meccanismo di adattamento. L’accumulo dei metalli tossici nel nostro organismo, si può spiegare, come un processo adattativo che si innesca nei casi in cui si debba fronteggiare una carenza di elementi vitali.

L’organismo che si trova ad affrontare una mancanza di minerali o vitamine indispensabili per la salute, ricorre ai metalli tossici, che li sostituiscono nei siti di legame degli enzimi e dei sistemi enzimatici. Si tratta di un processo subdolo, poiché in qualche modo è il nostro stesso organismo che apre la strada ai suoi nemici e li posiziona proprio nelle componenti più vitali e indispensabili.

Ad esempio il piombo sostituisce il calcio nel cervello, il cadmio sostituisce lo zinco e l’alluminio sostituisce il magnesio. La sostituzione permette ai sistemi enzimatici, vitali per la nostra salute, di continuare a funzionare, ma non di funzionare esattamente come prima. Il metallo incorporato causa infatti una o più alterazioni fisiologiche. Le reazioni non avvengono esattamente come prima, ma trovano una via alternativa, danno vita ad una variante che inevitabilmente determina delle conseguenze negative per l’equilibrio generale. L’organismo può rimediare a questa varianti se avvengono per un periodo limitato di tempo, tuttavia se perdurano abbastanza a lungo, non è più possibile porvi rimedio. Per questa ragione è opportuno seguire periodicamente un programma di disintossicazione.

Non esiste una definizione universalmente accettata di metallo pesante basata sulle proprietà chimico-fisiche. Sono state proposte delle definizioni in base alla densità (un metallo pesante sarebbe un elemento chimico la cui densità sia maggiore di 5 grammi per centimetro cubo) o in base al peso atomico (un elemento il cui peso atomico sia maggiore di 20). D’altra parte le principali caratteristiche chimiche dei metalli pesanti, ossia il carattere cationico (ione con carica positiva) con diversi stati di ossidazione e l’elevata attitudine a formare complessi molecolari nel citoplasma cellulare, fa includere nell’elenco dei metalli pesanti anche elementi, come il selenio e l’arsenico che non sono metalli. Un sottogruppo particolarmente importante in biologia e in medicina è costituita dai cosiddetti metalli in traccia (o elementi in traccia), gli elementi chimici presenti nei fluidi biologici degli organismi viventi in concentrazioni inferiori a 1 μg per grammo di peso. In base agli effetti fisiopatologici i metalli in traccia possono essere suddivisi in due gruppi: nel primo gruppo gli elementi essenziali per la vita in quanto implicati in importanti processi metabolici, mentre nel secondo gruppo sono contenuti elementi tossici per gli organismi viventi anche a basse concentrazioni. Nel caso degli esseri umani sono noti quindici elementi in traccia essenziali: arsenico, cobalto, cromo, rame, fluoro, ferro, iodio, manganese, molibdeno, nichel, selenio, silicio, stagno, vanadio e zinco, mentre il secondo gruppo contiene elementi quali cadmio, mercurio, cromo e piombo.

I Radicali Liberi

Inoltre, l’accumulo di metalli pesanti induce la formazione di Radicali Liberi (i metalli pesanti distruggono i legami molecolari e liberano Radicali Liberi), molecole chimiche estremamente pericolose per le nostre cellule tanto da essere soprannominate “killer cellulari”, responsabili dell’insorgenza o dell’aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce. I R.L. sono molecole costituite da atomi fortemente instabili in quanto mancano di un elettrone. Per raggiungere la stabilità questi atomi vanno alla ricerca spasmodica dell’elettrone mancante: attaccano qualsiasi molecola con cui vengono in contatto al fine di rubarle proprio l’elettrone mancante. Quando un Radicale Libero strappa un elettrone ad un’altra molecola (ossidazione) finalmente raggiunge la stabilità, ma la molecola derubata (ossidata) diventa un Radicale Libero a sua volta perché ha ora un elettrone in meno. Questo nuovo Radicale cercherà, quindi, anch’esso un’altra molecola a cui strappare l’elettrone e così via. (Reazione Radicalica a Catena) La Reazione a Catena si blocca grazie all’intervento di molecole anti-ossidanti che, con diversi metodi, riescono a neutralizzare i Radicali Liberi. La cellula produce quotidianamente Radicali Liberi (ogni cellula produce da 1 a 3 miliardi di Radicali Liberi al giorno) durante i normali processi metabolici. I radicali liberi prodotti dalle cellule vengono eliminati dagli anti-ossidanti prodotti dalle cellule stesse. Il problema sono i radicali liberi che si formano a causa dello stress ossidativo ovvero quelli che derivano dall’esterno a causa di stili di vita non salutari. Ad esempio una sola sigaretta produce 10 miliardi di Radicali Liberi. Normalmente, queste specie sono rapidamente rimosse prima che possano causare disfunzioni cellulari ed eventualmente morte della cellula. Lo stress ossidativo e la mancanza di antiossidanti induce i radicali liberi a colpire i principali componenti cellulari come lipidi, proteine, carboidrati e DNA. Questo fenomeno è stato associato strettamente a una serie di patologie umane come malattie cardiovascolari, diabete, cancro e malattie neurodegenerative [Halliwell and Cross (1994); Bray (1999); Forsberg et al. (2001)]. Inoltre: I Radicali Liberi danneggiano le membrane ossidando i fosfolipidi. In caso di stress ossidativo i Radicali Liberi attaccano gli acidi grassi poliinsaturi delle membrane ossidandoli (perossidazione): ciò determina un progressivo irrigidimento delle membrane con riduzione della funzionalità fino alla morte della cellula. I LIPIDI determinano le caratteristiche strutturali (permeabilità, fluidità, resistenza allo stress) e regolano le funzioni della membrana (passaggio di sostanze, comunicazione intercellulare). I Radicali Liberi danneggiano i vasi sanguigni e nella loro smania di recuperare gli elettroni mancanti attaccano le lipoproteine LDL (colesterolo cattivo), ossidandole. I macrofagi cercano di eliminare l’LDL modificato, ingoiandolo. Le cellule rigonfie che ne derivano, le “cellule schiumose” si fissano sulla parete delle arterie. L’accumulo delle cellule schiumose dà origine alla placca che restringe il lume dell’arteria e alla fine provoca gravi disturbi vascolari, fra cui l’infarto. Anche l’Apo B-100 viene ossidata dai Radicali Liberi diventando quindi irriconoscibile dai recettori cellulari All’interno di ogni lipoproteina LDL ci sono: 1.700 molecole di colesterolo, 700 molecole di colesterolo eserificato, 6 molecole di vitamina E. I Radicali Liberi danneggiano il collagene e agiscono sulle proteine della pelle quali il collagene e l’elastina con un meccanismo chiamato “cross-linkage”, cioè formazione di legami crociati fra le fibre di collagene ed elastina. Ciò determina perdita di elasticità e tonicità oltre che un inesorabile avvizzimento cutaneo. Inoltre l’azione dei Radicali Liberi sui lipidi cutanei porta alla formazione di LIPOFUSCINA , il pigmento responsabile delle macchie cutanee tipiche della vecchiaia.

Per eliminare i radicali liberi è necessario migliorare il proprio stile di vita: evitare fumo ridurre alcool condurre una vita senza stress e liminare i metalli pesanti dall’organismo mangiare frutta e verdura, in particolare quella che contiene le vitamine A, C, E.

 

ANTOCIANINE : ribes, ciliegie, cavoli, uva, fragole, banane, asparagi, piselli, pere, patate Assumere Carotenoidi:

 

CAROTENE : carote

 

LICOPENE : pomodori, pompelmo rosa, melone

 

LUTEINA :cavoli, spinaci, broccoli, zucchine, piselli.

 

QUERCITINA : vino rosso, cipolla rossa, thè verde, mirtilli, mele

 

RUTINA : grano saraceno, vino rosso, menta

 

VITAMINA A Fegato, carote, uova, albicocche, formaggi, pesce: salmone e sardine, latte intero.

 

VITAMINA C Pomodori, Agrumi, Peperoni, Broccoli, kiwi, ortaggi a foglia verde.

 

VITAMINA E Olio d’oliva, germe di grano, olio di mais, olio di soia, olio di girasole, olio di arachide, noci, noccioline. Assumere Bioflavonoidi:

 

ZEAXANTINA : grano, tuorlo d’uovo, peperoni rossi, mango, succo d’arancia.

 

Il LICOPENE è il più potente carotenoide conosciuto e il pomodoro è l’alimento che ne contiene di più (1 pomodoro medio contiene 3,7 mg di licopene). Il LICOPENE ha un’azione anticancerogena 10 volte più potente del betacarotene. Possiede un’azione protettiva contro l’ossidazione dell’ LDL (il pomodoro protegge dalla formazione delle placche). Uno studio ha dimostrato che mangiando pomodori 10 volte alla settimana si ha una riduzione del 45% del cancro alla prostata (Giovannucci e coll., J. National Can. Istit. 1995; 87:1767 – 1776). La LUTEINA e la ZEAXANTINA proteggono le cellule della retina dalla degenerazione maculare

Vademecum: quali sono gli effetti dei principali metalli tossici

Afnio: irritazione agli occhi, alla pelle e alle mucose.

Allumino: danni al sistema nervoso centrale, demenza, perdita di memoria, autismo.

Antimonio: danni cardiaci, diarrea, vomito, ulcera allo stomaco.

Arsenico: cancro linfatico, cancro al fegato, cancro della pelle.

Bario: ipertensione, paralisi.

Bismuto: dermatite, stomatite ulcerosa, diarrea.

Cadmio: diarrea, mal di stomaco, vomito, fratture ossee, danni immunitari, disordini psicologici, tumore.

Cromo: danni ai reni e al fegato, problemi respiratori, cancro polmonare.

Gallio: irritazione alla gola, difficoltà respiratorie, dolori alla cassa toracica.

Indio: danni al cuore, reni e fegato. Iridio: irritazione agli occhi e al tratto digestivo.

Ittrio : altamente tossico, cancro ai polmoni, embolia polmonare, danni al fegato.

Lantanio: cancro polmonare, danni al fegato.

Manganese : turbe alla coagulazione del sangue, intolleranza al glucosio, disordini allo scheletro. Mercurio: distruzione del sistema nervoso, danni al cervello, danni al DNA.

Nickel: embolia polmonare, difficoltà respiratorie, asma e bronchite cronica, reazione allergiche pelle della.

Palladio: altamente tossico e cancerogeno, irritante per le mucose.

Piombo: danni al cervello, disfunzioni alla nascita, danni ai reni, difficoltà di apprendimento, distruzione del sistema nervoso.

Platino: alterazioni del DNA, cancro, danni all’intestino e reni.

Rame: irritazioni al naso, bocca ed occhi; cirrosi epatica, danni al cervello e ai reni. Emicranie croniche

Rodio: macchie alla pelle, potenzialmente tossico e sospetto cancerogeno.

Rutenio: altamente tossico e cancerogeno, danni alle ossa.

Scandio: embolia polmonare, danni al fegato.

Stagno: irritazione agli occhi e alla pelle, emicrania, dolori di stomaco, difficoltà ad urinare.

Stronzio: cancro ai polmoni, nei bambini difficoltà di sviluppo delle ossa.

Tallio: danni allo stomaco, al sistema nervoso, coma e morte, per chi sopravvive al Tallio rimangono danni al sistema nervoso e paralisi.

Tantalio: irritazione agli occhi e alla pelle, lesione del tratto respiratorio superiore.

Tungsteno: danni alle mucose e alle membrane, irritazione agli occhi.

Vanadio: disturbi cardiaci e cardiovascolari, infiammazioni allo stomaco ed intestino.

Un pericolo sottovalutato: I metalli tossici sono dei nemici silenziosi, poiché a causa di negligenza e disinformazione, l’attenzione nei loro confronti è minima. Lo studio dei metalli tossici e dei loro meccanismi d’azione è spesso completamente ignorato dalla classe medica. La gran parte dei testi di nutrizione, si limita a qualche accenno, senza approfondirli come meriterebbero. Nella stragrande maggioranza dei casi l’avvelenamento o l’intossicazione da metalli pesanti avviene senza clamori, in assoluto silenzio e senza segnali eclatanti. E’ un processo lentissimo, che avviene giorno dopo giorno, attraverso più canali (l’aria, l’acqua, gli alimenti, le esalazioni, il contatto con depositi) e che si manifesta sotto forma di disturbi, alterazioni, malattie piccole e grandi. Inevitabilmente l’attenzione si focalizza su questi sintomi, tralasciando completamente, e colpevolmente, di verificare se i metalli tossici sono in qualche modo in relazione con lo stato di salute. Qualche anno fa la prestigiosa rivista scientifica americana “Lancet” ha pubblicato uno studio che dimostrava una correlazione tra il morbo di Alzheimer ed un accumulo di alluminio nell’organismo. Altri studi invece dimostrano un collegamento tra la sclerosi multipla, l’autismo e la presenza di mercurio; altri ancora il nesso tra cadmio, piombo e sclerosi laterale amiotrofica, altri infine l’effetto nocivo dei metalli pesanti sul sistema immunitario.

La terapia chelante

La procedura standard per la rimozione dei metalli pesanti del corpo è detta ”CHELAZIONE”.

Tutto è compiuto con la somministrazione di un agente chelante – solitamente acido dimercaptosuccinico (DMSA) oppure acido etilendiaminotetraacetico (EDTA) – che si lega ai metalli pesanti residenti nell’organismo facilitandone la naturale espulsione – per “chelare”, e cioè “afferrare”, come con le chele di un granchio, i metalli velenosi e poi portarli fuori dall’organismo.

L’EDTA è una sostanza abbastanza innocua e naturale, simile all’aceto, che non viene comunque assimilata ma viene completamente eliminata dall’organismo, portando fuori con sé le sostanze tossiche chelate. La terapia chelante è largamente utilizzata negli Stati Uniti, Svizzera e Germania, soprattutto per chelare l’eccesso di Calcio che si accumula sui vasi sanguigni dove forma vere e proprie incrostazioni, al fine, quindi, di prevenire ictus, infarti e malattie arteriosclerotiche. Si effettua per infusione venosa lenta, da 1 a 3 volte alla settimana e con dosaggi variabili in rapporto alle caratteristiche della malattia e della normalità o meno della funzione del rene, dato che il chelato (edta stesso + il metallo legato all’edta) viene eliminato per il 95-98% attraverso il rene. Un ciclo comprende da venti a trenta fleboclisi somministrate a giorni alterni o meno frequentemente. Ciascuna fleboclisi ha una durata media di una-due ore durante le quali si può leggere o guardare la televisione. Il primo ciclo di terapia può essere seguito successivamente da cicli meno intensivi. Se eseguita da un medico appositamente formato, la terapia chelante non comporta pericoli. La terapia chelante se ben eseguita non presenta contro indicazioni specifiche, ma essendo il prodotto eliminato per via renale completamente nelle 24 ore, la sua pratica richiede una efficiente funzionalità renale. E’ quindi controindicata nei casi di grave insufficienza renale, ed anche di quella epatica, ed in generale in organismi già troppo indeboliti. Inoltre può provocare, insieme all’eliminazione dei metalli tossici, anche una perdita di minerali in traccia utili e benefici, ed è quindi necessario assumere, durante la terapia chelante, determinati integratori alimentari che di solito vengono introdotti nella stessa flebo di chelazione. Terapia Chelante è effettuata anche in Italia, e non solo per prevenire l’aterosclerosi, ma anche in caso di intossicazione da metalli pesanti, in quanto l’EDTA chela non solo il calcio, ma anche molti altri metalli quali il ferro, l’alluminio, il cadmio, il piombo ecc… Per maggiori informazioni sul Test dei metalli pesanti nelle urine e la terapia chelante chiedete al vostro medico curante o: mandare una mail a: [email protected] .

Può presentare effetti collaterali ed è consigliabile solo nei casi di avvelenamenti acuti, in cui il rischio per la salute è così alto da non poter aspettare. In tutti gli altri casi, è preferibile un approccio più delicato, che consente di rimuovere gli eccessi dei metalli tossici nell’arco di alcune settimane o mesi, senza comportare rischi o pericoli per la salute. I chelanti naturali offrono numerosi vantaggi rispetto a quelli sintetici, risultano perfettamente tollerabili dall’organismo, non producono effetti collaterali e non danneggiano a loro volta gli organi con entrano in contatto. L’unico limite è rappresentato dal tempo, la loro assunzione deve infatti essere continuativa e protratta per mesi. Gli oli essenziali sono ottimi chelanti naturali, capaci di detossificare in profondità. La Natura, con la sua tendenza a ristabilire il suo meraviglioso equilibrio, fornisce la cura per qualsiasi genere di affezione l’uomo possa sviluppare. Anche gli antichi guaritori sostenevano che la natura fosse in grado di aiutare l’uomo a scoprire la cura di molte malattie in modi sottili e misteriosi.

I rimedi naturali

ZEOLITE: Le zeoliti, minerale di origine vulcanica, attualmente stanno suscitando tanto interesse in quanto la loro rigorosa struttura cristallina è composta da minuscoli canali diretti in tutte le direzioni che hanno una carica negativa e quindi consente l’assorbimento di numerose tossine che essendo perlopiù caricate positivamente, vengono attirate dalla zeolite e intrappolate nei canali cristallini. Poichè la zeolite non viene assorbita dall’apparato gatro-intestinale, essa viene espulsa con le feci insieme a tutte le sostanze nocive che ha incontrato nel suo percorso. Esistono più di 100 tipi diversi di zeolite, che possono essere raggruppate in quelle a struttura fibrosa, lamellare e cristallinasferica. A causa delle sue particolari proprietà, la Clinoptilolite, i cui cristalli hanno struttura lamellare, ha dimostrato negli anni di essere la più adatta per l’uso nella medicina umana e veterinaria. In Giappone le zeoliti sono approvate come additivi alimentari fin dal 1996; 39 brevetti relativi all’applicazione delle zeoliti nell’uomo sono stati registrati in tutto il mondo dal 1986.

Anche per le sostanze tossiche che si trovano già all’interno del corpo vengono richiamate dentro il lume intestinale, come attirate da una calamita, con il risultato di una efficace disintossicazione sistemica. L’influenza sull’intero organismo deriva dall’equilibrio esistente fra questo e l’intestino. A causa degli equilibri osmotici tra parete intestinale e il resto dell’organismo, più si sottraggono sostanze dall’intestino più l’organismo invia nel lume intestinale le stesse sostanze che ha accumulato a livello sistemico. La ZEOLITE attraverso il richiamo nel lume gastro-intestinale sottrae dall’intero organismo sostanze tossiche di varia natura. Questo minerale, nel suo viaggio lungo il canale digestivo assorbe sostanze nocive come: metalli pesanti, radionuclidi, sostanze chimiche provenienti dai cibi e dalle medicine, virus, batteri, funghi e loro tossine, tossine fermentative che derivano da una alimentazione scorretta e da una flora batterica in disequilibrio ed eccessi di acidità nell’organismo. Ma non solo: la zeolite rilascia nell’organismo degli oligoelementi e minerali di cui esso necessita. Il corpo cosi viene disintossicato, de-acidificato e snellito e contemporaneamente ri-mineralizzato: i suoi depositi di minerali vengono di nuovo riempiti. Infatti la sua struttura cristallina contiene cationi quali calcio, magnesio, sodio, potassio ed altri oltre a molecole di acqua. La zeolite è anche in grado di ridurre i radicali liberi in eccesso, chiamato stress ossidativo, responsabili dell’insorgenza o dell’aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce. Per approfondire sulla Zeolite leggi la pagina Zeolite Clinoptilolite.

 

BENTONITE: E’ uno dei tipi di argilla più efficaci per la salute umana. Usata da secoli in tutto il mondo per curare molte malattie e come integratore alimentare. Il Canadian Journal of Microbiology ha pubblicato uno studio secondo cui la bentonite si è dimostrata particolarmente utile ad assorbire i virus patogeni, aflatossine, pesticidi ed erbicidi. La bentonite inoltre “cattura” i metalli pesanti grazie al processo di scambio ionico nel quale avviene la sostituzione degli anioni sodio legati superficialmente all’argilla con i cationi metallici contaminati. La ragione di questo effetto è che la bentonite contiene minerali carichi negativamente che attraggono verso di essi le tossine cariche positivamente, lasciando quindi il corpo senza virus. Migliora inoltre la digestione, purifica il colon, rafforza il sistema immunitario, purifica e nutre la pelle e molto altro.

 AGLIO: ”L’aglio contiene molto zolfo, compresi i gruppi di maggior valore Sulph-hydryl, che ossidano mercurio, cadmio e piombo e rendono questi metalli solubili in acqua. L’aglio contiene anche il minerale più importante, che protegge dalla tossicità del mercurio, il selenio bioattivo.

“Tratto da Dietrich Klinghardt, MD, PhD – Chelazione: Come Rimuovere dal Corpo Mercurio, Piombo e altri metalli.”   Il selenio contenuto nell’aglio è la migliore forma di selenio disponibile. L’aglio crudo, ovviamente, sarebbe il migliore. Ma se non ti piace crudo, la forma migliore immediatamente successiva sarebbe l’estratto di aglio invecchiato come il marchio Kyolic. Poiché lo zolfo che si trova nell’aglio è la ragione principale per cui esso è in grado di ossidare i metalli pesanti, potrebbe anche essere utile integrare con: MSM.

MSM: metil sulfenil metano, è una forma di zolfo biologicamente attivo in pratica lo zolfo organico nella sua forma naturale. E’ anche un potente antimicrobico e antimicotico, il che lo rende efficace contro la Candida albicans e i parassiti.

CURCUMA: Questa pianta della famiglia dello zenzero è ampiamente utilizzata come spezia nel sud est asiatico, dove le sue proprietà purificanti sono note da secoli. Definita dalla medicina ayurvedica la regina delle spezie: aiuta a ripulire il fegato, purifica il sangue e promuove una buona digestione. Ha grandi proprietà anti-infiammatorie, ma nessuno degli spiacevoli effetti collaterali dei farmaci anti-infiammatori. È usata altresì per la pulizia della pelle e la conservazione degli alimenti. “La curcuma stimola la produzione di tre enzimi-aril-idrocarburo-idrossilasi, glutatione-S-transferasi, e UDP-glucuronil-transferasi. Questi sono “coltelli” chimici che abbattono le sostanze potenzialmente nocive nel fegato. Offre una protezione analoga per le persone che stanno assumendo farmaci come il metotressato e altre forme di chemioterapia, che sono metabolizzati da o attraverso il fegato.” James A. Dukes, Ph D., Dr. Recenti studi hanno scoperto che la miscelazione con il pepe nero aumenta in modo esponenziale le proprietà curative.

OMEGA3: Non è un segreto che il consumo degli acidi grassi presenti nel pesce apporti molti benefici salutari. Gli acidi grassi fanno miracoli per il nostro cervello. Gli Omega-3 costituiscono letteralmente il carburante del nostro cervello, contribuendo a mantenere efficienti le sue funzioni principali. Il nostro organo più importante dipende fortemente dallo acido eicosapentaenoico (EPA) e dallo acido docosaesaenoico (DHA), due acidi grassi della famiglia degli Omega-3, che il nostro corpo non può creare autonomamente. L’unico modo per ottenere tali acidi è attraverso la alimentazione. “La maggior parte dei professionisti sanitari ritiene che il DHA sia l’acido grasso più importante per la struttura sana e lo sviluppo del cervello, quindi sarebbe fondamentale che ci sia abbastanza DHA nella dieta durante la gravidanza e nei primi anni di vita di un bambino. Lo EPA d’altro canto è essenziale per un sano funzionamento quotidiano del cervello, il che significa che per tutta la vita hai bisogno di una fornitura costante di EPA”.McEnvoy David – Perché l’Olio di Pesce è il Carburante del Cervello. Ecco alcuni fatti riguardanti gli Omega-3 che risultano di particolare interesse nel contesto di questi articoli:

Una ricerca della University of Western Australia ha riscontrato che le donne che avevano assunto supplementi di olio di pesce durante l’ultima parte della gravidanza partorivano bambini con una migliore coordinazione mano-a-occhio, migliori doti oratorie ed in generale superiori doti intellettive dei bambini le cui madri invece avevano assunto olio d’oliva.- Uno studio della Aberdeen University guidato dal professor Lawrence Whalley ha riscontrato che l’olio di pesce aiuta il cervello a lavorare più velocemente, aumenta il QI e rallenta il processo di invecchiamento.- I test condotti su studenti dalla Dott. Madeleine Portwood hanno riscontrato che l’olio di pesce migliora il comportamento, la concentrazione e l’apprendimento in aula.- La ricercatrice Natalie Sinn in Australia ha riscontrato che l’olio di pesce sia più efficace del Ritalin per curare la cosiddetta (molto controversa – n.d.t.) Sindrome da Deficit dell’Attenzione.- Hibbeln et al. studiò la dieta in 22 paesi e trovò una associazione significativa tra il basso consumo di pesce e la depressione post-natale.- Il dottor Malcolm Peet ha riscontrato che lo etil-EPA, una forma altamente concentrata di Omega 3, riduce drasticamente la depressione. L’olio di pesce ha un ruolo importante nel liberare il cervello di sostanze indesiderate : “I complessi di acidi grassi EPA e DHA presenti nello olio di pesce rendono i globuli rossi e bianchi più flessibili, migliorando la microcircolazione nel cervello, nel cuore e in altri tessuti. Tutte le funzioni di disintossicazione dipendono dalla somministrazione di ossigeno ottimale per il flusso sanguigno. EPA e DHA proteggono il cervello dalle infezioni virali e sono necessarie per lo sviluppo dell’intelligenza e della vista. L’organello cellulare più vitale per la disintossicazione è il perossisomi. Queste strutture di piccole dimensioni sono anche responsabili del lavoro specifico di ogni cellula.

Nella ghiandola pineale la melatonina viene prodotta in perossisomi, in neuroni della dopamina e noradrenalina, ecc. E’ qui che il mercurio ed altri metalli tossici attaccano fino a impedire alle cellule di svolgere il loro lavoro.” Tratto da Dietrich Klinghardt, MD, PhD – Chelazione: Come Rimuovere dal Corpo Mercurio, Piombo e altri metalli. Tutto ciò è un bene, ma quali sono le migliori fonti di olio di pesce? Il consumo di grandi quantità di pesce sarebbe la scelta più logica, ma sapendo che molte specie contengono elevati livelli di mercurio, ciò potrebbe causare ulteriori danni al cervello. Per questo motivo, gli integratori di Omega-3 sono probabilmente il modo migliore per mantenere il corpo ben fornito con EPA e DHA. Quando si seleziona un supplemento Omega-3, è necessario assicurarsi che sia molecolarmente distillato e che contenga alte percentuali sia di DHA che di EPA, ma soprattutto di DHA. La distillazione molecolare è un processo speciale che rimuove tutte le tossine da petrolio (compreso il mercurio), garantendo una adeguata protezione per il consumo umano.

CORIANDOLO: Il Coriandolo è una delle spezie più antiche al mondo, addirittura i primi segni della sua esistenza si sono trovati nei resti archeologici risalenti a 7000 anni fa. Appartenente alla famiglia delle Umbrelliferae, il coriandolo è un genere con due specie, tipiche della flora dell’Europa meridionale. Il Coriandrum sativum, introdotto per la coltivazione nel nostro territorio peninsulare, si è poi naturalizzato sicché è reperibile qua e là allo stato selvatico; l’altra specie, il Coriandrum testiculatum, è propria solo della Siria. Il Coriandolo è coltivato per i semi che, una volta ben essiccati, sono impiegati per aromatizzare confetti, pietanze e bevande. Le foglie profumate della pianta hanno poche proprietà : la vera ricchezza del coriandolo è nei semi.

“Questa erba da cucina è in grado di mobilitare mercurio, cadmio, piombo e alluminio tanto nelle ossa che nel sistema nervoso centrale. È probabilmente l’unico agente efficace nel mobilitare il mercurio immagazzinato nello spazio intracellulare (allegato al mitocondri, tubulina, liposomi ecc) e nel nucleo della cellula (invertendo il danno al DNA di mercurio).” Tratto da Dietrich Klinghardt, MD, PhD – Chelazione: Come Rimuovere dal Corpo Mercurio, Piombo e altri metalli. Essendo la sua azione di rimozione molto efficace, può instaurarsi un processo chiamato re-intossicazione se le tossine rimosse dal coriandolo sono quantitativamente superiori a quanto il corpo è in grado di espellere: le tossine non fuoriuscite possono inondare il tessuto connettivo (ove risiedono i nervi) con un alto effetto di dannosità dei metalli, che erano precedentemente situati in posti nascosti e meno pericolosi. Questo processo di re-intossicazione può essere facilmente evitato con l`assunzione contemporanea di un agente chelante che possa assorbire le tossine nel tratto intestinale: la Zeolite o la Chlorella, un organismo algale (purtroppo molte alghe provengono dal Giappone e dopo il disastro di fukushima sono piene di radiazioni, quindi qualora si voglia usare la chlorella informatevi sulla provenienza). Uno studio recente ha dimostrato nei test su animali un eliminazione di alluminio dallo scheletro superiore a qualsiasi altro agente disintossicante conosciuto. Il coriandolo induce la colecisti a riversare bile – contenente le neurotossine escrete – nello intestino tenue. Il rilascio di bile – fenomeno che avviene naturalmente dopo i pasti – è reso molto più efficace dal coriandolo. Se però non si assume il secondo agente – come la zeolite o la chlorella – la maggior parte delle neurotossine finiscono per essere riassorbite lungo la strada verso l’intestino tenue dalle terminazioni nervose del sistema nervoso enterico. Proprietà in associazione ad un agente chelante Detossificante da metalli tossici e inquinanti chimici (solo in alcune parti del corpo, per questo è necessario assumerlo con la zeolite che svolge un’azione più diffusa su tutto il corpo). Digestivo e benefico per dispepsie, senso di pienezza gastrica, digestione lenta, spasmi gastrici, colon irritabile, diarrea e mal di testa da cattiva digestione. Elimina le forme fermentive intestinali, difficoltà digestive e/o fenomeni diarroici dovuti, per lo più, a manifestazioni somatiche dello stress. Carminativo: evita la formazione di gas intestinali. Contrasta l’obesità, favorendo un corretto metabolismo dei carboidrati. Antiossidante: L’olio essenziale ha un effetto antibatterico e funghicida. Altre Proprietà: E’ composto all’85& da oli volatili che contengono più di 25 principi attivi: : due di questi sono il linalolo e il geranil acetato, potenti antiossidanti che proteggono le cellule e, con ogni probabilità, sono il fattore alla base di molte delle proprietà terapeutiche del coriandolo. C’è un netto miglioramento dei sintomi addominali imputabili alla sindrome del colon irritabile, consumando giornalmente il coriandolo. Sembra che sia in grado di ritardare il transito del cibo dallo stomaco all’intestino. Dando uno sguardo ai disturbi digestivi, è stata giudicata una spezia sicura ed efficace nel trattamento di perdita dell’appetito, gonfiore di stomaco, disturbi digestivi, flatulenza e disturbi gastrici crampiformi. Tuttavia, c’è dell’altro : l’olio di coriandolo aiuta nei casi di eczema, psoriasi e anche rosacea. Analizzando gli effetti di un estratto a base di coriandolo su animali da laboratorio affetti da diabete di tipo 2, artificialmente indotto, gli esperti hanno riscontrato che riduce i livelli ematici di glucosio e aumenta i livelli di insulina, che è l’ormone che controlla gli zuccheri nel sangue. Riduce il colesterolo LDL e aumenta il colesterolo HDL. Studi di medici riguardanti i lipidi ematici, hanno portato a dichiarare che : ” il coriandolo ha tutte le carte in regola per essere utilizzato come rimedio casalingo con effetti curativi e di prevenzione contro il colesterolo alto. E’ un sedativo e rilassante muscolare, quindi allevia ansia e induce il buon sonno. I potenti agenti antiossidanti del coriandolo proteggono il fegato e stimolano la naturale capacita’ di rigenerarsi : buona notizia per gli alcoolisti e affetti da epatite C. L’olio essenziale di coriandolo potrebbe essere impiegato per combattere e prevenire l’infezione da Candida Albicans. Protegge dai danni causati dall’avvelenamento da piombo.

 CHLORELLA: Oltre che per diversi altri effetti benefici, la chlorella è un’alga conosciuta per le sue proprietà disintossicanti da tutti i metalli tossici e le tossine ambientali. Questo la rende perfetta per affiancare il coriandolo in una cura disintossicante.

Proprietà: Agisce sul sistema metabolico e conseguentemente su , compresi gli alti livelli di glicemici, ma anche su alta pressione, colesterolo e obesità problemi cardiovascolari e diabetici. Miglioramenti del sistema vascolare, riduzioni sino al 50 % dell’ipertensione. Agisce su vene varicose e sulla cicatrizzazione dei tessuti (pelle, ulcere e emorroidi) Favorisce le funzioni depurative dell’intero organismo, assorbe grandi quantità di tossine nell’intestino, risana la flora batterica ed elimina dal fegato e dai tessuti i residui tossici (insetticidi, concimi chimici e metalli pesanti). Ottima per risolvere i problemi respiratori come sinusite e rinite. Aiuta lo sviluppo di “batteri buoni” migliorando la digestione (coliti, ulcere e fibromialgie). Aiuta a normalizzare l’equilibrio acido-alcalino. Permette un miglior assorbimento del calcio (menopausa) e riduce gli odori del corpo. E’ ricca di vitamina K1 e di ferro (indicato specificatamente nelle anemie e nella regolazione del ciclo mestruale). Contrasta il dolore da infiammazioni. Energizzante.

L’alga Chlorella è un alga monocellulare ricchissima di clorofilla che cresce nei fiumi asiatici e possiede 38 volte più proteine della soia e 55 volte quelle del riso, fornendo 9 amminoacidi essenziali e molteplici vitamine e minerali (vitamina A, tutto il gruppo B ed E).

 SPIRULINA: La Spirulina è una microalga blu-verde appartenente alla famiglia delle Cianophyceae (Divisione Cyanophyta; divisione di alghe unicellulari il cui colore glauco o bluastro è dovuto alla presenza di due pigmenti, la clorofilla e la ficocianina). Come le piante, la Spirulina vive grazie alla fotosintesi. E’ lunga 0,3 mm e prende il nome dalla sua forma a spirale. Quest’alga è ritenuta l’alimento vegetale migliore, poiché ricco di proteine, amminoacidi, vitamine, acidi grassi essenziali, carboidrati di facile assunzione ed antiossidanti.

Una delle più antiche forme di vita sulla Terra, la Spirulina ha contribuito a produrre l’ossigeno nella nostra atmosfera miliardi di anni fa in modo che le altre forme di vita potessero apparire. La vera Spirulina è così densa di nutrienti che si può sopravvivere solo con essa e l’acqua. Centinaia di studi hanno confermato la potenza di quest’alga. Ha il 60-70% delle proteine complete, che significa che ha tutti gli 8 amminoacidi essenziali (questo significa che devono essere assunti perché il corpo umano non è in grado di sintetizzarli) e 10 non essenziali che sostengono la buona salute. La Spirulina Platensis è ricca di vitamine e microelementi; contiene acido Linoleico che regola il metabolismo dei grassi nel corpo, in particolare il metabolismo del colesterolo e dei trigliceridi. Inoltre è ricca di vitamina B 12, in quantità quattro volte superiore a quella presente nel fegato di vitello. Contiene acidi grassi insaturi e clorofilla. Nella medicina cinese è stata una delle prime sostanze usate per curare oltre che per una funzione profilattica. Già gli Aztechi la consideravano un nutrimento base e un elemento della loro forza.

La Spirulina è originaria dell’America centrale ed è nota da molti secoli per le sue proprietà. Gli Aztechi già ne conoscevano le caratteristiche e la usavano, estraendola dai laghi della valle di Anahuac, consumandola insieme con tortillas di mais. Numerosi sono i benefici di quest’alga: infatti è un integratore dell’alimentazione, sviluppa un’attività antimicrobica ed antibatterica, grazie ai sulfolipidi che si trovano nella parete cellulare. Inoltre essa migliora il rendimento psico-fisico, rafforza il sistema immunitario ed è indicata nella dieta di vegetariani e di vegani, poiché contiene vitamina B12. Last, but not least, la Spirulina aiuta l’organismo ad eliminare i metalli pesanti. La sua efficacia è data dalla capacità di integrare sostanze vitali che mancano nel corpo umano, inoltre aiuta il metabolismo, incrementa la reattività del sistema immunitario (immuno-modulante), stimola la flora batterica intestinale, aiuta l’eliminazione dei residui del metabolismo, ha un effetto regolante sulla concentrazione degli zuccheri nel sangue, può avere un effetto sui processi infiammatori cronici, può regolare il livello del colesterolo, aumenta la resistenza contro agenti infettivi e fornisce più forza fisica e mentale. Il campo di applicazione della Spirulina come supporto di terapie è destinato a persone che hanno problemi di nutrizione di diverso tipo (obesità, anoressia, con diete non bilanciate), a vegetariani che devono integrare l’apporto di proteine, a sofferenti di diabete Mellito. Inoltre può essere utilizzata nella profilassi dell’arteriosclerosi, malattie ischemiche del cuore, malattie influenzali, malattie da deficit di ferro, perdita di vista, patologie della pelle con pelle secca e screpolata, acne e foruncolosi.

Unita alla zeolite clinoptilolite è usata per combattere malattie croniche. Sembra che il prodotto migliore sia quello proveniente dal Cile: il deserto di Atacama, il più arido ed inospitale del mondo, dove è coltivata la Spirulina, è un ecosistema quasi incontaminato, mentre la comunque ottima alga verde-azzurra Klamathnasce e prospera in un lago dell’Oregon (Stati Uniti).

La Spirulina Platensis può anche aumentare il senso di sazietà e la ricchezza di proteine consente di ridurre la quantità di cibo assunto. Tra il tempo di assunzione e il pasto devono trascorrere almeno 60 minuti e almeno 30 minuti dall’assunzione di medicinali; questo garantisce un effetto ottimale del suo uso. Si consiglia di bere acqua calda o tiepida dopo l’assunzione. Si può assumere per 40 giorni e dopo una pausa di 20 giorni si può riprendere l’assunzione. Alcune controindicazioni riguardano chi ha problemi di tipo renale a causa della ricchezza di proteine.

CLOROFILLA: La clorofilla è un pigmento che si trova in piante a foglia verde intenso e che è importante per il processo fotosintetico. Questo pigmento, tuttavia, fa qualcosa di più che agevolare la produzione di energia nelle piante. La Chlorella prende il suo nome per l’elevato contenuto di clorofilla. Spinaci, fagiolini verdi, porro, cavolo verde e altri vegetali a foglia molto verde sono una buona fonte di clorofilla.

ACIDO MALICO : L’acido malico, noto anche come acido di mela o acido fruttico, in quanto si ritrova nelle mele, è uno dei più potenti disintossicanti dall’alluminio. Aiuta a ridurre la tossicità di alluminio per il cervello, e per questo motivo potrebbe essere utilizzato per aiutare nei casi di morbo di Alzheimer. L’acido malico ha dimostrato di aumentare l’escrezione fecale e urinaria di alluminio. Può anche ridurre la quantità di alluminio che si trova negli organi e nei tessuti del corpo. L’acido Malico si trova in natura oltre che nella mela anche nel rabarbaro, vino, aceto di mele, fragola e papaia.

Ciclo di disintossificazione

Ora che abbiamo approfondito l’argomento metalli pesanti e conosciamo le proprietà e le combinazioni degli elementi naturali sappiamo quali alimenti e integratori devono essere aggiunti in modo particolare alla nostra alimentazione. Arriviamo finalmente alla modalità di assunzione, per un’intensa disintossicazione da metalli pesanti tossici e inquinanti chimici consideriamo un ciclo di almeno due mesi con la zeolite/chlorella e coriandolo.

 

Consigli Finali: Dormire, Sudare e Stimolare la Mente

Dormire per un adeguato numero di ore per notte è un requisito fondamentale per mantenere il corpo e il cervello in buone condizioni. Al contrario, la deprivazione del sonno può pregiudicare le facoltà cognitive, la gestione dello stress, e può indebolire il sitema immunitario.

L’esercizio fisico regolare è molto importante per la disintossicazione. Esso consente la evacuazione delle tossine attraverso la pelle, migliorando il metabolismo nel suo complesso.

Stimolare il cervello: leggere, meditare e informarsi attivamente su quello che sta realmente accadendo. Vedi sito.

 

SETTIMANA 1

COLAZIONE: prendere 1 cucchiaino di zeolite o 40 gocce di tintura di chlorella 30 minuti prima di far colazionepoco prima di iniziare a mangiare prendere 20 gocce di tintura coriandolo

 

PRANZO: prendere 1 cucchiaino di zeolite o 40 gocce di tintura di chlorella 30 minuti prima di pranzo poco prima di iniziare a mangiare prendere 20 gocce di tintura coriandolo

 

CENA: prendere 1 cucchiaino di zeolite o 40 gocce di tintura di chlorella 30 minuti prima di cena

poco prima di iniziare a mangiare prendere 20 gocce di tintura coriandolo.

SETTIMANA 2

Prendere 1 cucchiaino di zeolite o 40 gocce di tintura di chlorella, 3 volte al giorno 30 minuti prima di colazione pranzo e cena. Non assumere il coriandolo in questa settimana.

SETTIMANA 3

Come la SETTIMANA 1 con la differenza che si aumenta la dose di coriandolo da 20 a 40 gocce.

SETTIMANA 4

Prendere 1 cucchiaino di zeolite o 40 gocce di tintura di chlorella, 3 volte al giorno 30 minuti prima di colazione pranzo e cena. Non assumere il coriandolo in questa settimana.

SETTIMANA 5

Come la SETTIMANA 1 con la differenza che si aumenta la dose di coriandolo da 20 a 40 gocce.

SETTIMANA 6

Prendere 1 cucchiaino di zeolite o 40 gocce di tintura di chlorella, 3 volte al giorno 30 minuti prima di colazione pranzo e cena. Non assumere il coriandolo in questa settimana.

SETTIMANA 7…………..Come la SETTIMANA 1

 

SETTIMANA 8

Prendere 1 cucchiaino di zeolite o 40 gocce di tintura di chlorella, 3 volte al giorno 30 minuti prima di colazione pranzo e cena. Non assumere il coriandolo in questa settimana.

 

CONTROINDICAZIONI

ALGA CLORELLA: Non sono conosciute controindicazioni per giovani e bambini. Può interferire con i trattamenti fluidificanti del sangue a causa del contenuto di vitamina K1 e ferro.

 

ZEOLITE: Nei numerosi test non sono state riscontrate alcun tipo di controindicazioni.

CORIANDOLO: in dosi eccessive è inebriante e può causare disturbi nervosi e fastidi renali.

Uso esterno: Frizionare 5 gocce di Tintura Madre di Coriandolo due volte al giorno sulle anche, per un effetto di rimozione dei metalli tossici da tutti gli organi e articolazioni situati sotto il diaframma. Frizionare nella stessa modalità anche i polsi, per ottenere un’identica azione generale sopra il diaframma. Il polso presenta un’alta concentrazione di nervi, oltre ad essere il passaggio dei principali canali linfatici. Possibilità di frizionare da 10 a 15 gocce sulla zona dolente per contrastare localmente il dolore, talvolta con effetto immediato.

Mal di testa e altri sintomi in forma acuta, quindi anche dolori articolari, possono essere risolti con effetto rapido ottenendo un “tè al coriandolo” con 10 o 20 gocce in una tazza d`acqua bollente.

Avvertenza importante Assumere il coriandolo a distanza di 30 minuti dopo la zeolite/clorella!

consideriamo un ciclo di almeno due mesi con la zeolite/chlorella e coriandolo.

Dott. Giuseppe Nacci: intervista dell’autore del libro “Mille piante per guarire dal cancro senza chemio”

Dott. Giuseppe Nacci: intervista dell’autore del libro “Mille piante per guarire dal cancro senza chemio”

dott giuseppe nacci intervista

Pubblichiamo un’intervista allo specialista in medicina nucleare e medico chirurgo, il dott. Giuseppe Nacci.

Dottor Nacci, cosa ha spinto un medico specializzato in medicina nucleare a intraprendere degli studi nel mondo delle erbe e dell’alimentazione naturale?

Il mio è stato un lungo percorso di studio, iniziato nel 1983, quando mi iscrissi all’Università di Trieste per studiare Medicina. Avevo molto interesse, fin da allora, per lo studio del Cancro, e quindi pur buttandomi a capofitto nello studio, mettevo da parte ogni informazione in merito al cancro che riuscivo a trovare nei testi di studio.

Così, fin dall’inizio, lasciai stare tutta quella parte di medicina e di chirurgia che non era inerente al cancro, permettendomi così di focalizzare il mio interesse soltanto sugli aspetti fondamentali di tutte quelle branche della medicina che potevano avere attinenza con il cancro: dalla chirurgia, alla Biochimica, alla Immunologia, alla Medicina Interna, alla Radio-terapia, alla Chemio-terapia…
Insomma, evitai di disperdere tempo ed energia sui tanti versanti scientifici che il lunghissimo corso di 6 ANNI di laurea in Medicina e Chirurgia offre ad ogni studente…
La conclusione fu quindi che quando arrivai alla fine dei 6 anni di medicina e chirurgia, e dovendo decidere quale strada intraprendere, in realtà avevo già tutto molto chiaro in testa:
sarei andato in qualsiasi parte del mondo dove vi fosse stato un interesse a curare il cancro NON con la Chemio-terapia, ma con un metodo che stavo studiando già da alcuni anni, sulla base di lavori americani già avviati:
1) usare Anticorpi Monoclonali radioattivi al posto della CHEMIO, per non danneggiare i globuli bianchi, il fegato i reni e gli altri organi del paziente.
2) usare Radio-terapia ADRONICA al posto della vecchia Radio-terapia con raggi X che si faceva ancora, allo scopo di “bruciare” solo il cancro e non gli organi vicini…
3) Dare massimo sostegno alle difese immunitarie (Globuli bianchi) nella speranza di un “risveglio” delle difese immunitarie contro il cancro. Infatti, ci insegnavano all’Università che i globuli bianchi non sono in grado di riconoscere bene e quindi di attaccare in maniera decisiva il cancro…. Quindi gli Anticorpi Monoclonali radioattivi e la Radio-terapia adronica (che non arrecavano danno alle difese immunitarie) avrebbero “aperto la strada” ai globuli bianchi…
Fu così che ebbi l’occasione di andare a Milano, dove in quei 5 anni ebbi modo di verificare dal vivo le mie teorie sull’impiego delle radiazioni, senza tralasciare lo studio sull’attivazione dei globuli bianchi contro il cancro …giungendo persino a scoprire l’impiego in medicina di un nuovo radio-isotopo a scopo medico: il Gadolinio 159…che era molto meno pericoloso per i globuli bianchi, fra tutte le radiazioni che si potevano usare contro il cancro…
Nel 1996 tornai finalmente a Trieste, e chiesi di realizzare anche qui, nel Friuli Venezia Giulia, questo nuovo genere di cure anti-cancro basate con Anticorpi Monoclonali e sulla Radioterapia adronica (che era in progetto in varie parti d’Italia): avevo anche lo studio sul Gadolinio 159 da sviluppare presso l’AREA PARK di Trieste…
Ma tutto finì in niente, e pur avendo conseguito una specialità in medicina nucleare, mi dissero che posto per me, non c’era.
Anche in altre città, dove c’erano dei concorsi per medicina nucleare, non trovai posto.
Così per 3 anni cercai inutilmente una collocazione in qualche centro di medicina nucleare, forte di quanto avevo imparato e sviluppato, compreso anche un brevetto che nel frattempo mi ero fatto per il Gadolinio 159….
Rimasi male, ma in fondo ero un medico, e anche se avevo buttato via 5 anni della mia vita per una specialità che non mi serviva, e altri 3 anni in inutili concorsi presso ospedali vari, decisi di cambiare strada.
Perchè, in fondo, avevo sbagliato a credere che gli Anticorpi Radioattivi dovevano essere il vero e UNICO sistema di cura del cancro….
Avevo sbagliato, perchè NON sapevo determinate cose, che in maniera fortuita e occasionale, mi era capitato di leggere e di studiare in quegli ultimi anni…
Per farla breve, tra il 1998 e il 2000 imparai che moltissime vitamine sono in grado di far “suicidare” le cellule del cancro e della leucemia. Oggi ho raccolto molti di questi articoli, e anche in INTERNET è possibile leggere questi splendidi lavori scientifici che per noi medici hanno il valore di una SENTENZA di Cassazione, e che pertanto non possono essere confutati, NEGATI o fatti passare sotto silenzio;

E’ stato così che ho cambiato strada… pur dovendo accettare, serenamente, di buttare alle ortiche 5 anni di sacrificio passati nei migliori centri di medicina nucleare e altri 3 anni a fare concorsi inutili e un brevetto. Ma bisogna essere onesti e lineari nella vita: se capisci che una strada è sbagliata, per quanti sacrifici ti sia costata, devi avere il coraggio di cambiare e, soprattutto, di non ingannare gli altri. Per questo, trovo molto grave che, determinate persone, scienziati e medici in particolare, si siano mobilitati contro le terapie anti-cancro basate sull’utilizzo delle vitamine naturali, e che sono :
la FITO-TERAPIA occidentale (Gerson, Kousmine, Breuss, etc..) quella indiana (Ayurveda) e quella cinese….

La prima edizione del suo libro, andata subito esaurita, usciva proprio a dicembre 2006, periodo nel quale fior di nomi della Sanità italiana prendevano posizioni piuttosto nette in merito a medicina alternativa , tacciandole come terapie prive di basi scientifiche…

Migliaia di vitamine, contenute in piante fresche, sono in grado di indurre fenomeni di attivazione delle difese immunitarie contro germi, virus o cellule tumorali, o addirittura di provocare fenomeni di apoptosi (suicidio cellulare o morte programmata nelle stesse cellule tumorali).

In poche parole è vero più che mai che “I prati e i boschi sono la farmacia di Dio”. (Goethe, se non erro).

Sì, l’Umanità dispone di un patrimonio immenso, vera “FARMACIA DEL SIGNORE” che può aiutare enormemente tutti noi a stare in salute.
In natura esistono circa 800.000 specie di piante, di cui circa 500.000 già classificate. Si stima che oltre il 90% di esse contengano sostanze vitaminiche o complessi pro-vitaminici essenziali per la normale funzionalità bio-chimica umana.
Su circa 500.000 specie classificate hanno trovato che:

 

In Europa ci sono circa 20.000 specie di piante.
In Nord-America altre 20.000 specie autocnone diverse da quelle europee.
In Cina circa 60.000 specie già classificate, diverse dalle nostre.
Nel sud-est asiatico, India compresa, circa altre 120.000 classificate.
In Sud America circa 150.000 specie classificate
In Africa ce ne sono altre 150-000, forse di più….
Ci sono molte più specie di piante nei climi equatoriali, per via delle migliori condizioni ambientali.
Oggi la Biochimica è ancora oggetto di studio approfondito, poiché l’evoluzione dei mammiferi, durato oltre 60 milioni di anni, è avvenuto fondamentalmente sull’utilizzo esterno di sostanze vitaminiche e pro-vitaminiche essenziali di derivazione vegetale, in una complessa sinergia d’azione che ancora oggi non è ben conosciuta nella sua dinamica endo-cellulare e soprattutto genomica (DNA).
Si ritiene pertanto che la grande maggioranza delle malattie attualmente note possano derivare, sostanzialmente, da semplici carenze vitaminiche: carenze che possono essere più o meno evidenziate da condizioni ambientali e da predisposizione genetica dell’individuo.
In sostanza la malattia genetica o quella cronico-degenerativa possono essere curate con mega-dosi di vitamine “giuste” che vanno ad agire nei complessi sistemi biochimici delle nostre cellule… il problema è che siamo ancora molto indietro con la VERA MEDICINA SCIENTIFICA DELLA VERA RICERCA, e quindi non sappiamo con precisione quali vitamine dare, e in che misura, in caso di gravissime malattie genetiche… oggi inguaribili.
Viceversa, per la banali malattie cronico-degenerative, basterebbe un mix continuo e abbondante di vitamine naturali, prese ogni giorno, in grandi quantità…
Quindi, se il presupposto eziologico delle malattie, visto in chiave di deficit enzimatici da carenze vitaminiche, dovesse risultare corretto, allora la maggior parte delle malattie o delle sindromi potrebbero essere curate e guarite mediante l’accurata scelta medica di particolari piante (Rimedi Naturali) , non soltanto europee, ma anche provenienti da Asia, Africa, Oceania e Americhe.

Lo studio scientifico delle singole piante officinali dev’essere quindi oggetto di approfondito dibattito in tutto il mondo, allo scopo di ottenere più efficaci cure mediche, valorizzando le antiche conoscenze fito-medicamentose del passato, integrate dall’impiego di strumenti di analisi moderni, comprovanti le decine o centinaia di principi attivi contenuti nella singola pianta. Tale  studio di “Rimedi Naturali” è attualmente in corso presso aggiornati lavori scientifici (vedi ad esempio rivista scientifica in lingua inglese “Fitoterapia”, disponibile anche su INTERNET:).

 

Migliaia di vitamine, contenute in piante fresche, sono in grado di indurre fenomeni di attivazione delle difese immunitarie contro germi, virus o cellule tumorali, o addirittura di provocare fenomeni di apoptosi (suicidio cellulare o morte programmata nelle stesse cellule tumorali).

La maggior parte delle malattie attuali (Cancro, Infarto, Ictus, Diabete, Alzheimer, Sclerosi Multipla, Parkinson, Osteoporosi, etc.) sono malattie cronico-degenerative dovute a carenze vitaminiche, e pertanto non possono essere curate con farmaci brevettati di sintesi chimica. Ma le sostanze chimiche brevettate costituiscono il baluardo dell’infinita potenza e ricchezza della Medicina chimica occidentale, che adesso pensa addirittura a brevettare le stesse piante modificandone il patrimonio. Oggi, purtroppo, le malattie vengono curate con sostanze chimiche di basso costo, dirette a ridurre i sintomi, piuttosto che a curare le cause biochimiche che sono alla base delle malattie.

Le vitamine naturali curano infatti le basi biochimiche delle malattie ripristinando le normali funzioni delle cellule.
Ma non sono sfruttabili commercialmente dalle Multinazionali che quindi ritengono molto meglio imbottire il paziente di farmaci chimici, così che il paziente stia un po’ meglio (pur non guarendo dalla malattia) e consentendo un ritorno economico per la ditta farmaceutica.
Le prime dieci multinazioni chemio-farmaceutiche hanno un bilancio annuale di circa 200 miliardi di Euro-dollari.
I loro farmaci non guariscono, ma soltanto curano i sintomi delle malattie: così c’è il ritorno economico di patologie che non guariscono e che trasformano il paziente in una continua fonte di introito per l’Azienda farmaceutica.
Sarebbe troppo facile dire alla gente che per curare la pressione alta del sangue basta togliere il sodio dall’alimentazione (compresi i cibi che lo contengono)
Sarebbe troppo facile spiegare alla gente che il DIABETE dell’adulto (non quello auto-immune) è semplicemente dovuto alla mancanza di vitamina F, che rende impossibile al glucosio di penetrare all’interno delle cellule, e che basterebbe associare un alimentazione vegetariana, per non consentire più alle pareti dell’intestino di riassorbire gli acidi biliari in eccesso ….
BASTEREBBE DIRE ALLA GENTE CHE IL CANCRO È UNA BANALE MALATTIA METABOLICA, RISOLVIBILE CON ALIMENTAZIONE RICCA DI VITAMINE NATURALI, capaci di far ripristinare l’ordine di suicidio (APOPTOSI) per le cellule malate, di stimolare le difese immunitarie (globuli bianchi) e di togliere dall’alimentazione tutto quello che fa crescere le cellule malate, come le PROTEINE.
Troppo comodo ed economicamente sbagliato: il mercato del CANCRO, rende da solo circa 200 miliardi di Euro-dollari fra costi dei farmaci (inutili), del personale medico e infermieristico, delle attrezzature TAC, di RISONANZA MAGNETICA, degli stessi Reparti appositi di degenza…. senza specificare che soltanto 1 paziente su 50 sarà ancora vivo dopo 5 anni dalla prima CHEMIO…
Eppure, tutta questa politica è cambiata in America negli anni 70, quando dopo la proibizione per i medici alternativi americani di curare il cancro con le vitamine naturali (in primis con la B17) sorsero in MESSICO le prime “Cliniche PRIVATE per ricchi” DOVE QUESTI MEDICI ALTERNATIVI HANNO DIMOSTRATO di curare il cancro con percentuali di guarigione molto alte: dal trenta per cento al settanta per cento…
Ma la risposta non si è fatta attendere: negli anni 90 sono comparsi sul mercato alimentare le piante OGM.
Le Multinazionali che producono le piante OGM sono le stesse che producono i farmaci chimici di sintesi (vedi DECIMA DICHIARAZIONE su “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO”

Le piante OGM costano moltissimo in ricerca e sviluppo.

E allora, perchè le producono  ?  Forse per ridurre la Fame del mondo ?

Non credo, considerando ciò che gli Scienziati Indipendenti Inglesi www.indsp.org hanno dimostrato nel 2003 (vedi ALLEGATO 4 su “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO” 

Piuttosto è molto grave che queste piante OGM, se CEREALI o LEGUMI, vengono tutte aricchite con aminoacidi essenziali (ufficialmente per risolvere la fame del mondo).
Ma cereali o legumi arricchiti con tutti e 9 gli aminoacidi essenziali sono come mangiare ogni giorno grandi quantitativi di carne, e questo vuol dire:
MODIFICAZIONE della flora batterica intestinale che diventa putrefattiva, con acidosi sistemica, e comparsa di malattie cronico-degenerative, compreso il DIABETE, il cancro , e molte altre malattie….
Nelle piante OGM sono inseriti veleni tossici per uccidere gli insetti (Bacillus turingensis), ma questo vuol dire anche caduta delle nostre difese immunitarie.
Nelle piante OGM vengono introdotti dei “simpatici” VIRUS che hanno la capacità, come le radiazioni, di modificare il DNA delle piante. Ma questi Retrovirus sono gli stessi che negli animali provocano la Leucemia, i linfomi, i sarcomi, i cancri…. (vedi ALLEGATO 5 su “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO ENZA CHEMIO”
E’ mia convinzione che la politica di conversione agricola a favore delle sementi OGM sia diretta allo scopo di impoverire sempre più la MEDICINA ALTERNATIVA di tutti quei presidi vitaminici necessari alla salvaguardia della salute dei cittadini, e che questo sia condotto deliberatamente da BIG-FARMA, allo scopo di distruggere la concorrenza della Medicina Naturale: (vedi DECIMA DICHIARAZIONE su “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CACNRO SENZA CHEMIO  

Del resto, anche l’Unione Europea vuole dare una stretta di vite all’utilizzo delle vitamine naturali (vedi SETTIMA DICHIARAZIONE su “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CACNRO SENZA CHEMIO”

La minaccia OGM è quindi molto grave (vedi anche OTTAVA DICHIARAZIONE su “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CACNRO SENZA CHEMIO “.

 

La denuncia, nel suo libro, delle grandi aziende sementiere OGM che scientemente e dolosamente immettono sul mercato frutti e semi mortiferi è una voce nel deserto?

No, non sono solo. Del resto non potrei da solo affermare tutte queste cose. Sul mio libro, liberamente scaricabile da INTERNET “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO” c’è una ricchissima documentazione scientifica di quello che sta accadendo a causa degli OGM. Ad esempio, trovo molto interessanti le argomentazioni fatte dagli Scienziati Indipendenti Inglesi: le loro argomentazioni scientifiche dovrebbero fare molto riflettere. (vedi ALLEGATO 4:  The Case for a GM-free Sustainable World (Per un mondo sostenibile, libero da OGM)

 

Il quadro da lei dipinto sugli alimenti di OGM lascia intuire un comportamento criminale, se non diabolico, da parte di governi e enti produttori sulla progressiva, silenziosa introduzione degli stessi nella catena industriale e alimentare della società.

La questione è molto complessa. Parlando con un alto ufficiale della Guardia di Finanza e con persone della Magistratura, il quadro che emerge è sostanzialmente quello di un mondo, quale quello attuale, in cui si sono persi i valori dell’ETICA, della Moralità, e quindi del rispetto per gli altri e, soprattutto, il rispetto per la VITA altrui.

Oggi, i medici fanno il loro mestiere solo per guadagnare, non per curare la gente.
Se volessero realmente curare la gente, i Medici di Base non manderebbero i loro pazienti a morire sotto le flebo di chemio, perchè loro sanno benissimo che su 50 pazienti malati di cancro che fanno al chemio, soltanto 1 di questi 50 pazienti sarà ancora vivo dopo 5 anni…..
Nè, questi medici possono andare a dire in giro che loro queste statistiche non le sanno…
Se è vero che la LEGGE non ammette l’ IGNORANZA, anche la MEDICINA non deve ammettere tale IGNORANZA, nè tollerarla…

In poche parole, tra farmaci e alimenti OGM e/o comunque modificati industrialmente con additivi, coloranti, conservanti, etc. nessuno può evitare di intossicarsi o avvelenarsi lentamente con quello che mangia 

Purtroppo è così, a meno che non ci si decida ad avviare il ritorno di una agricoltura meno chimica e meno industriale possibile, cioè abbassando il più possibile i Pesticidi.In quanto agli OGM, questi devono essere assolutamente banditi.L’OBIETTIVO FINALE dev’essere però il ripristino di un ‘agricoltura “biologica” . Tale ripristino è costoso, poichè bisogna cominciare ad avviare una seria politica di difesa ambientale, ma i risultati economici di produzione agricola e quelli medico-salutistici sulla popolazione sono stati ben dimostrati dagli studi degli Scienziati indipendenti Inglesi  www.indsp.org  (vedi ALLEGATO 4 del libro “MILLE PIANTE PER GUARIE DAL CANCRO SENZA CHEMIO”)” 

E’ necessario conservare i semi della nostra tradizione agricola, tramandati per migliaia di anni nelle nostre campagne. Ma se le campagne italiane si spopolano, se le piccole aziende agricole familiari segnano il passo e cedono il posto a poche grandi aziende che coltivano in regime di mono-coltura (leggi: OGM), se l’unico sbocco di mercato è quello della grande distribuzione organizzata, allora non ci sarà speranza per la biodiversità dell’agricoltura biologica italiana, perché è stata proprio la grande distribuzione dei prodotti alimentari la principale causa della sua scomparsa. Affinché la biodiversità possa ritornare, affinché le antiche varietà di frutta, verdura, ortaggi, cereali, legumi possano nuovamente essere coltivate, è necessario creare le basi un nuovo Rinascimento Italiano della cultura contadina pluri-millenaria della nostra antica terra.

Questa nuova base potrà dare un aiuto economico immenso all’Agricoltura Biologica attraverso la vendita diretta, senza intermediazioni alcune, dei prodotti delle fattorie, provenienti direttamente dalle mani dell’agricoltore alle mani del paziente e dei suoi familiari.
Dovranno essere costruiti piccoli mercati coperti nei paesi del Sud-Italia, dove la LEGGE potrà verificare il rispetto di un giusto prezzo per i prodotti biologici, che potranno essere così decisi nel rispetto dei prodotti simili venduti in altre località vicine, evitando speculazioni, ma venduti sempre al disopra di un certo costo, allo scopo di incentivare l’agricoltore a proseguire con la produzione del biologico, perché questo significherà il rispetto di un “giusto prezzo” per l’agricoltore.
Questo modello che rappresenta l’immediato futuro, per molte aziende è già presente, e genera una serie di effetti positivi sull’economia delle campagne.
Sarà quindi importante ricollegare le persone della campagna alle persone delle città, riscoprendo e rivalorizzando servizi di elenchi gratuiti di aziende agricole del biologico, capaci di praticare anche la vendita diretta dei loro prodotti, cioè del “cibo locale”, o per meglio dire, di una “mappa del cibo locale”.
Secondo gli ultimi dati ISTAT, le aziende agricole italiane sono 1.963.263; di queste 1.659.615 (pari all’84,5%) hanno una superficie inferiore ai 10 ettari. Soltanto 20.425 imprese hanno una superficie superiore a 100 ettari: rappresentano solo l’1% di tutte le aziende agricole, ma sono anche quelle più a rischio di un eventuale passaggio alla semina di piante OGM.

Riguardo gli alimenti di produzione biologica spesso si è obiettato che per far fronte alle esigenze di mercato bisogna utililizzare ugualmente tecniche “industriali”.
Inoltre nonostante le più avanzate tecniche di coltivazione e produzione siano rispettose dei dettami naturali non è forse l’integrità degli alimenti inficiata essendo l’ambiente odierno così pesantemente inquinato?

Secondo gli Scienziati Indipendenti Inglesi ( www.indsp.org ), la produttività e le rese sono maggiori con l’agricoltura biologica rispetto a quelle ottenute con l’agricoltura chimica-industriale.

1. Agricoltura sostenibile

Nel terzo mondo 9 milioni di agricoltori hanno adottato pratiche agricole biologiche (chiamate anche “sostenibili”), per un totale di 30 milioni di ettari così coltivati in Asia, America latina e Africa; i dati, scientificamente affidabili, raccolti da 90 progetti, dimostrano che queste pratiche portano a un aumento della produttività e delle rese del 50-100% per le colture non irrigate e del 5-10% per le irrigue.
Studi a lungo termine condotti in paesi industrializzati dimostrano che le rese dell’agricoltura biologica sono equiparabili a quelle dell’agricoltura convenzionale e spesso sono superiori.
2. Miglioramento dei terreni
Le pratiche agricole sostenibili riducono l’erosione del suolo, migliorano la struttura fisica del terreno e la sua capacità di ritenzione dell’acqua, tutti fattori di cruciale importanza per evitare la perdita dei raccolti durante i periodi di siccità;
La fertilità del suolo è mantenuta e aumentata dalle pratiche agricole sostenibili;
I suoli coltivati con le pratiche sostenibili mostrano una maggiore attività biologica: un più alto numero di lombrichi, artropodi, micorrize ed altri funghi, e di microrganismi, tutti organismi utili per il riciclo dei nutrienti e per l’eliminazione naturale delle malattie.
3. Ambiente più pulito
Nell’agricoltura sostenibile (cioè biologica) è scarso o del tutto assente l’uso di prodotti chimici inquinanti;
Minori quantità di nitrati e fosforo raggiungono la falda freatica;
La filtrazione dell’acqua è migliore nei sistemi ad agricoltura biologica, che quindi sono meno esposti all’erosione e contribuiscono meno all’inquinamento delle acque per dilavazione delle superfici;
4. Riduzione degli antiparassitari, senza aumento dei parassiti
La lotta integrata ai parassiti ha ridotto il numero delle irrorazioni con antiparassitari da 3,4 a una per stagione in Vietnam, da 2,9 a 0,5 in Sri Lanka e da 2,9 a 1,1 in Indonesia;
Nella produzione californiana di pomodori, la scelta di non usare insetticidi di sintesi non ha comportato alcun incremento delle perdite di raccolto per danni da parassiti;
Il controllo dei parassiti si può realizzare senza ricorrere a antiparassitari e senza che ciò comporti perdite del raccolto, usando ad esempio colture ‘trappola’ per attirare la piralide, come si è visto nell’Africa orientale dove la piralide è un parassita importante;
5. l’agricoltura biologica fa crescere la bio-diversità

In Cina migliaia di coltivatori di riso hanno raddoppiato i raccolti e quasi eliminato una delle malattie del riso più devastanti, semplicemente piantando una mescolanza di due diverse varietà;
Essa porta effetti benefici quali il recupero di terreni degradati, il miglioramento della struttura del suolo e della sua capacità di filtrazione dell’acqua.
6. L’agricoltura biologica è sostenibile sia dal punto di vista dell’ambiente che dell’economia .
Una ricerca sulla produzione delle mele con sistemi agricoli diversi ha rivelato che l’agricoltura biologica si colloca al primo posto per quanto riguarda la sostenibilità ambientale ed economica; al secondo posto si piazza il sistema della lotta integrata e all’ultimo quello dell’agricoltura convenzionale; le mele biologiche si sono rivelate le più redditizie per il loro più alto prezzo di mercato, per il più rapido ritorno degli investimenti e un più veloce recupero dei costi.
Uno studio condotto su tutta l’Europa ha indicato che l’agricoltura biologica dà risultati migliori di quella convenzionale, rispetto alla grande maggioranza degli indicatori ambientali.
Un’indagine condotta dall’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite (la FAO) ha concluso che le pratiche di agricoltura biologica opportunamente applicate portano a un miglioramento delle condizioni ambientali, a tutti i livelli.
7. Effetti positivi sui cambiamenti climatici, tramite la riduzione del consumo diretto e indiretto di energia.
L’agricoltura biologica usa l’energia in modo molto più efficiente, e riduce notevolmente le emissioni di CO2, rispetto all’agricoltura convenzionale sia per quanto riguarda il consumo diretto di energia sotto forma di combustibili fossili, sia riguardo al consumo indiretto connesso con l’uso di fertilizzanti e antiparassitari chimici di sintesi.
L’agricoltura biolgica ristabilisce la materia organica del suolo, aumentando la quantità di carbonio sequestrato nel terreno, quindi sottraendo significative quantità di carbonio dall’atmosfera.
L’agricoltura biologica probabilmente emette meno biossido di azoto (N2O), un altro importante gas serra e una delle cause della distruzione dello strato di ozono.
8. Produzione efficiente, ad alto profitto
Nell’agricoltura biologica qualunque eventuale riduzione delle rese è più che compensata dai miglioramenti ecologici e dagli aumenti di efficienza.
Le aziende biologiche, più piccole, producono molto di più per unità di superficie che non i ben più grandi appezzamenti di terreno caratteristici dell’agricoltura convenzionale.
Nell’agricoltura biologica i costi di produzione sono spesso più bassi che nell’agricoltura convenzionale, portando a ritorni netti equivalenti o più alti anche senza il premio sui prezzi dei prodotti biologici; quando si tiene conto dei prezzi più alti per i prodotti biologici, i profitti di questo sistema di agricoltura sono quasi sempre superiori.
9. Aumento della sicurezza alimentare e dei vantaggi alle comunità locali
Un’indagine sui risultati dei progetti di agricoltura sostenibile ha dimostrato che la produzione media alimentare per famiglia è aumentata di 1,71 tonnellate all’anno (fino al 73%) per 4,42 milioni di coltivatori che lavorano 3,58 milioni di ettari, portando alle comunità locali grandi benefici in termini di sicurezza alimentare e di salute.
L’aumento della produttività fa aumentare la quantità di cibo disponibile e i redditi, quindi riduce la povertà aumentando l’accesso al cibo, riducendo la malnutrizione e migliorando le condizioni di salute e di vita.
I metodi dell’agricoltura sostenibile attingono intensamente dalle conoscenze tradizionali e danno importanza all’esperienza dei coltivatori e alle loro innovazioni, quindi ne migliorano la condizione sociale e l’autonomia, rafforzando le relazioni sociali e culturali all’interno delle comunità locali.
Per ogni sterlina spesa per acquistare prodotti dell’agricoltura biologica (in uno Studio condotto nel Regno Unito), vengono generate 2.59 sterline per l’economia locale; per ogni sterlina spesa in un supermercato, vengono generate soltanto 1,40 sterline per l’economia locale.
10. Prodotti alimentari migliori per la salute
Il cibo biologico è più sicuro, poiché nell’agricoltura biologica è vietato l’uso di antiparassitari; è perciò raro trovare in questi alimenti residui chimici nocivi;
nella produzione biologica è vietato l’uso di additivi artificiali, come i grassi idrogenati, l’acido fosforico, l’aspartame e il glutammato monosodico, che sono stati messi in relazione con patologie molto diverse quali le cardiopatie, l’osteoporosi, l’emicrania e l’iperattività;
Le pratiche dell’agricoltura biologica hanno dimostrato di avere effetti positivi su tutti gli aspetti riguardanti la salute e l’ambiente.
In più queste pratiche agricole sono ovunque fonte di sicurezza alimentare, benessere sociale e culturale per tutte le comunità locali.

 

Seguire un’alimentazione veramente naturale, come raccomanda nel suo libro, presuppone un drastico cambio di abitudini e conoscenze da parte di chiunque si decida a divenire il medico di se stesso
Non credo che ci voglia tanto, basta diventare VEGETARIANI di veri PRODOTTI BIOLOGICI….
Del resto, quando 5 anni fa ho deciso di iniziare a curare i pazienti in questo modo, avevo davanti a me 2 scelte:
PRIMA SCELTA (quella lucrativa)
Cercare un importatore di veri prodotti biologici che avrebbe fatto pervenire a domicilio del mio paziente, OGNI SETTIMANA, frutta e verdura biologica OLANDESE di altissimo valore curativo. Dare al paziente gli indirizzi per acquistare uno spremi-frutta da 2.600 Dollari, lo stesso che viene usato nelle cliniche americane “per ricchi”. Visitare a domicilio il mio paziente, mantenendo rigorosamente il silenzio, affinchè non si sapesse in giro di queste pratiche curative.
Infine, per dare maggior lustro alla serietà di quanto facevo, richiedere al paziente una parcella salatissima….
SECONDA SCELTA (quella che ho fatto) :
Diffondere via INTERNET, tramite sistemi avanzati di UVER UP l’intero mio PROTOCOLLO TERAPEUTICO, senza nascondere nulla, affinchè si sapesse in giro tutta la questione. In pratica, informare la gente della necessità di avere cibo da AGRICOLTURA BIOLOGICA, facendo loro sapere esattamente quello che potevano mangiare e quello che non potevano mangiare, se avevano un cancro, e con le analisi del sangue da fare, e ciò che il MEDICO di Famiglia avrebbe potuto intraprendere per curare il paziente, gratis, a casa loro… come se fossero stati in una clinica privata per ricchi…
Il sito INTERNET fu aperto il 22 novembre 2002.
Riuscii a mantenerlo aperto fino al 27 novembre 2005.
Risultati : credo di aver contribuito ad una maggior diffusione di informazioni vitali per la salute della gente.
Dopo la sua chiusura, tutto il materiale di quel sito fu trasformato in un libro “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO” e regalato a molti siti INTERNET:

 

 

I tumori non vengono presentati più come malattie incurabili, soprattutto agli occhi dei non addetti ai lavori, una volta letto il suo libro e avuto accesso alla bibliografia riportata.

 

Sì, è vero. Non pretendo naturalmente di essere all’altezza dei grandi medici che aprirono le cliniche private in Messico…
Inoltre mi devo fidare di quello che fa il paziente,e con il tempo ho imparato cose che non vengono insegnate all’Università, nè tanto meno negli OSPEDALI, pur avendo frequentato i migliori ospedali…
Risultati ne ho avuti, e su INTERNET ci sono anche lettere di alcuni miei pazienti in remissione clinica
In merito al Fallimento della Chemio vedi anche “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO” secondo capitolo , oppure lo stesso lavoro di Morgan del 2004, compiuto su oltre 230.000 pazienti sottoposti a chemio

 

Nel suo testo afferma che le cure tradizionali contro il Cancro (Chemio-Terapia, Radio-Terapia) non solo sono spesso inutili, ma addirittura talmente nocive che pregiudicherebbero una terapia naturale per via delle pericolose alterazioni che provocherebbero all’organismo che in qualche modo cerca di attivare le proprie difese…

Purtroppo è vero.
La Chemio-Terapia rimane per molto tempo nel corpo del paziente, e continua ad arrecare danni agli organi.
E’ un po’ come le radiazioni di Hiroshima: il paziente morirà anche a causa della chemio che ha fatto….
Strano a dirsi, ma negli anni 30, in AMERICA, le donne operate di cancro al seno sopravvivevano in media per circa 12 anni dopo l’intervento chirurgico: questo lavoro che analizzo alcune migliaia di donne americane operate al seno negli anni 20 e 30,  è stato pubblicato di recente, nel 2004, sulla rivista scientifica Cancer, No.100.
Oggi, invece, se le donne con cancro al seno fanno anche la chemio, la loro sopravvivenza, in media, non supera i 3 anni…
Allora, se viene da me un paziente che ha già fatto la chemio, io non so come curarlo, perchè se gli somministro le vitamine per provocare il suicidio delle cellule del cancro, purtroppo provoco anche un quadro di ri-avvelenamento acuto da chemio che ritorna in circolo, distruggendo in maniera ancora più rapida i vari organi, fra cui soprattutto il fegato, i reni, il midollo osseo, i polmoni, il cuore.
Infatti, il paziente, dopo aver bevuto il primo bicchiere di frutta, verdura o Aloe frullata, NON è più in grado di bere altri succhi di frutta e di verdura biologica: li vomita immediatamente a causa della detossificazione indotta dalle vitamine naturali precedentemente prese con il primo bicchiere.
E poichè la terapia consiste in almeno 12-13 bicchieroni di frutta fresaca biologica, possiamo immaginare a quale livello di terpai possiamo arrivare in quadro del genere…
NOTA: In merito a danni da radiazioni e da chemio, vedi “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO” ALLEGATO 30 : scala degli effetti biologici della chemio-terapia

Non si fa altro che aiutare l’organismo a combattere da se stesso il tumore. Combattimento lungo e duro ma con concrete possibilità di piena riuscita…

Sì. Effettivamente la cura è molto lunga. Mi sono accorto che se dopo un anno il paziente smette di alimentarsi correttamente e riprende con formaggio, latte, burro, etc…il cancro riparte subito.

Aveva ragione Gerson, quando diceva che latte, carne , uova, e altri alimenti proibiti non devono essere presi per almeno 3 anni …
Secondo le cliniche private, se la cura è fatta su un paziente che non ha mai fatto la chemio, le probabilità di essere vivo a 5 anni vanno dal trenta per cento al settanta per cento.
Al capitolo 4 del libro “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO” ci sono gli approfondimenti sulla RISPOSTA IMMUNITARIA contro il cancro, dove viene descritta la FEBBRE POMERIDIANA, l’infiammazione dei linfonodi vicini al cancro, l’infiammazione successiva del cancro quando viene infiltrato dai globuli bianchi, la risoluzione finale della massa tumorale a distanza di molti mesi dall’inizio della risposta immunitaria….

 

Diabete di tipo 2, quello alimentare, è utile innanzitutto far capire alle persone che con un’alimentazione mirata e corretta, nel senso che è comunque diversa da quella propugnata normalmente da medici e nutrizionisti, e un’appropriata attività fisica è possibile curare questa patologia molto più efficacemente che con l’utilizzo dei farmaci

La letteratura medica scientifica su questa patologia è vastissima.

La vecchia terapia Gerson modificata per la cura del Diabete mellito di secondo tipo affermava che la causa preponderante da cui deriverebbe la patologia era, sostanzialmente, l’elevata presenza di colesterolo nel sangue, da cui deriverebbe quindi l’impossibilità per i recettori cellulari di assorbire l’insulina.
E’ interessante però, a questo punto, chiederci per quale motivo il colesterolo possa essere così alto nel sangue dei pazienti malati di Diabete Mellito di Secondo Tipo, e quindi chiederci se la sua semplice riduzione attraverso la dieta, e non attraverso farmaci come le “statine”, possa essere la vera chiave risolutiva del Diabete Mellito di Secondo Tipo: una cura finalmente svincolata dalle terapie chimico-farmaceutiche.
Dei circa 2 grammi di colesterolo presenti nell’organismo umano circa il 70% si origina nel fegato (colesterolo endogeno). L’altra quota (30%) è introdotta nell’organismo con gli alimenti (colesterolo esogeno).
Circa l’80% del colesterolo viene rimosso dal corpo dopo la sua trasformazione in acidi biliari, i quali, una volta riversati nel duodeno e di qui nell’intestino, vengono eliminati con le feci. Tale processo, però, è largamente influenzato dal tipo di dieta adottato.
Gli individui che consumano cibi prevalentemente proteici e poveri di vegetali ospitano nel colon moltitudini di microrganismi “cattivi” che svolgono azione degradativi nei confronti degli acidi biliari. Questi, grazie anche alla velocità di transito rallentata proprio dalle diete “raffinate”, vengono in gran parte riassorbiti e, attraverso la vena porta, tornano al fegato (circolo entero-epatico).
Da ciò deriva che una dieta povera di fibre determina una condizione per cui, nel fegato, una minor quantità di colesterolo viene convertita in acidi biliari ed escreta nel duodeno; inoltre, vecchio colesterolo si aggiunge a quello sintetizzato quotidianamente.
Poiché è stato più volte dimostrato in studi sull’uomo ed esperimenti sugli animali che la via più diretta e più importante utilizzata dall’organismo per disfarsi del colesterolo in eccesso è il colon e la defecazione, sicuramente la dieta moderna, povera di fibre e ricca di proteine animali, gioca un ruolo di primaria importanza nel fenomeno di accumulo del colesterolo nel sangue. Al contrario, una dieta ricca di carboidrati, vegetali e crusca dei cereali accelera il transito intestinale e favorisce la presenza nel colon di una flora “amica” . In questa condizione, si operano una degradazione degli acidi biliari molto ridotta, uno scarso riassorbimento degli stessi e una loro veloce e massiva espulsione con le feci.
In tal modo, il livello di colesterolo ematico si abbassa, prima di tutto perché ingenti quantità di quest’ultimo vengono espulse con l’alvo e poi perché il fegato è stimolato a trasformare il colesterolo in acidi biliari che vengono prontamente eliminati.
Questo tipo di flora “amica”, inoltre, produce acidi grassi volatili in grado di inibire la sintesi di colesterolo e dotati di un buon valore energetico, e in minor misura vitamine, aminoacidi e oligopeptidi. Le fermentazioni del grosso intestino, fra l’altro, possono degradare composti tossici e cancerogeni.
Anche lo stile di vita influisce sulla colesterolemia: il tasso di colesterolo HDL è maggiore nelle persone attive, nei bevitori moderati, nei non fumatori, mentre l’LDL è più elevato in chi è sedentario, fuma, è obeso. Fattori di rischio aggiuntivi sono l’ereditarietà, l’ipertensione e l’abuso di alcol….”
Anche la dott.ssa Catherine Kousmine curava il Diabete Mellito di Secondo Tipo basandosi sulla corretta assunzione degli alimenti, ripristinando la funzionalità delle pareti cellulari, di tessuto (es.: intestinale) e di organo (es.: fegato), in particolare mediante l’utilizzo della vitamina F (acido grasso poli-insaturo), e quindi sul divieto assoluto di alimenti ricchi di acidi grassi saturi come ad esempio il burro, la margarina, etc….
La minaccia delle Statine
Lo smaltimento del colesterolo non può avvenire con sistemi farmacologici come le Statine, poiché ciò può essere mortale, come evidenziato in letteratura medica indipendente in merito al caso “Lipobay”. Infatti, si è convinti che l’organismo umano tenda a sopperire alle carenze croniche di vitamina C mediante applicazione di colesterolo sui tessuti connettivali deficitari. L’uomo e la scimmia non sono in grado di produrre vitamina C, a differenza di quasi tutti gli altri animali, e questo spiega la loro particolare suscettibilità ad andare incontro a patologie vascolari come l’infarto miocardio e ictus. La carenza di vitamina C, nella dieta moderna, obbliga l’organismo del paziente a utilizzare il colesterolo per “tenere insieme” le fibre di collagene dei tessuti, ma questo espone a particolari rischi, soprattutto in particolari e delicate zone “di usura” come le pareti arteriose, che tendono così a formare placche ateromatosiche (la letteratura medica dimostra che queste placche possono regredire in presenza di elevatissime quantità di vitamina C e altre vitamine). Lipobay e altre statine eliminano il colesterolo dall’organismo in maniera innaturale, esponendolo così a rotture di importanti pareti arteriose (essendo venuto a mancare il “collante” che le teneva unite e non essendoci abbastanza vitamina C da sopperire come “collante”).
Nota: l’improvvisa e innaturale deprivazione di colesterolo dall’organismo potrebbe però essere causa anche di altre patologie come forse la stessa Sclerosi Multipla.
Si può quindi riassumere che la terapia del Diabete Mellito NON Insulino-Dipendente, o Diabete dell’Adulto o Diabete di Secondo Tipo, dev’essere basato sulle seguenti considerazioni:
1) I recettori insulinici cellulari sono in Down Regulation a causa di elevate quantità di colesterolo circolante nel sangue.
2) Il colesterolo dev’essere quindi assimilato il meno possibile dal cibo ma, poiché viene soprattutto prodotto dal fegato, dev’essere smaltito dall’organismo ogni giorno attraverso le feci.
3) Lo smaltimento del colesterolo non può avvenire con sistemi farmacologici come le statine, poiché ciò può essere mortale a causa di gravi malattie ancora poco indagate nella eziopatogenesi carenziale di vitamina C (infarti, ictus) o da carenza stessa di colesterolo in pazienti deficitari di particolari enzimi epatici (sospetta insorgenza di Sclerosi Multipla).
4) E’ molto più conveniente, quindi, considerare una terapia basata sul ripristino della funzionalità intestinale per il corretto smaltimento “naturale” del colesterolo in eccesso: sostanzialmente, quindi, un ritorno alla Terapia Gerson modificata per le malattie dismetaboliche, con aggiunta di alcune varianti operate dalla Kousmine, in particolare con ampio utilizzo di vitamina F.
Nota: questa terapia viene pertanto qui riassunta nelle sue linee essenziali ricordando comunque che solo un medico può farla eseguire ai suoi pazienti, e che l’autore del presente lavoro (Dott. Giuseppe Nacci) declina ogni responsabilità per chiunque intenda seguire le successive indicazioni senza essere seguito da un medico di sua fiducia.
1) Ripristino della flora batterica intestinale saprofita.
2) Eliminazione di parassiti, funghi e flora batterica gram-negativa.
3) Ripristino della normale parete intestinale
4) Integrazione di vitamina F
5) Integrazione di vitamina C

L’alimentazione dovrà quindi essere priva di glucosio, lieviti, proteine se contenenti tutti e 9 gli aminoacidi essenziali), acido folico, vitamina B12.
Sono quindi esclusi:
carne, pesce, uova, latte (è carne liquida), tutti i derivati del latte, funghi, alghe, polline.
Il paziente non può assumere nello stesso pasto legumi e cereali. Sono preferibili i cereali ai legumi. Fra i cereali è preferibile il Farro (70 grammi per piatto).
E’ preferibile togliere anche Sodio (cloruro di Sodio, o Sale Marino)
La curva glicemica, provocata comunque dal cibo introdotto, dovrà essere sempre al di sotto di determinati valori. A titolo indicativo potrebbero essere elencati alcuni cibi crudi con indicazione delle quantità assimilabile ogni ora come pari a valori accettabili di curva glicemica massima tollerabile in 1 ora per un paziente diabetico.
In pratica tocca al medico curante definire le associazioni migliori fra le diverse portate di frutta e/o verdura
Spezie utili da aggiungere alla pasta di farro o nei frullati di frutta e/o verdura: Aneto, Finocchio bastardo, Anice, Basilico, Cannella, Cardamomo, Chiodi di Garofano, Coriandolo, Cumino bianco, Curcuma, Drangoncello, Melissa, Menta, Origano, Maggiorana, Pepe rosa, Peperoncino , Paprika, Rafano, Rosmarino, Senape selvatica, Senape bianca, Timo, Zafferano, Zenzero.
E’ anche utile 1 cucchiaio di Aceto di Mele biologiche di ottima qualità (ottenuto dal Sidro, con Mele biologiche tenute in botti di rovere o di castagno per almeno 6 mesi), allungato con mezzo bicchiere di acqua.
Infine il Diabete non può prescindere dalla grave minaccia degli Organismi Geneticamente Modificati.
Oggi, purtroppo, le Multinazionali Biotech OGM stanno inquinando la catena alimentare con patate, cereali e legumi arricchiti di tutti e 9 gli aminoacidi essenziali.
In particolare si segnala: Soia, Fagioli, Piselli, Mais, Riso, Grano tenero (Pane), Grano duro (Pasta), Patate.
Un altro grave fatto è che nei cibi OGM viene sintetizzato dalla pianta stessa un micidiale veleno insetticida: il Bacillus thuringiensis, la cui pericolosità è stata già dimostrata in animali da laboratorio (topi) nutriti sia con Mais OGM che con Patate OGM.
Un’altra grave minaccia degli OGM è data dal fatto che molti di essi contengono Retro-virus allo scopo di provocare modificazioni genetiche nelle piante: purtroppo entrano anche nelle nostre cellule, provocando leucemie, cancro, mutazioni genetiche sulla discendenza. (vedi “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO”) ci sono gli approfondimenti sulla RISPOSTA
Nota 1 : il Cromo organico
L’impiego del Cromo organico, contenuto nelle piante potrebbe essere una delle componenti multi-vitaminiche opro-vitaminiche più importanti per la normale funzionalità pancreatica, così come lo Zinco organico per le patologie prostatiche di tipo carenziale o lo Iodio organico per le patologie tiroidee carenziali.
Nota 2: Il moderno trattamento farmacologico e il grande spreco delle risorse finanziarie
Dopo la diagnosi di diabete, il moderno trattamento medico prevede la somministrazione di farmaci sostanzialmente inutili e costosi per la società: ipoglicemici orali e insulina.
E’ importante premettere che né l’insulina, né i farmaci ipoglicemici orali esercitano azione terapeutica sul diabete: nessuna di queste strategie mediche è stata studiata per normalizzare l’assorbimento cellulare di glucosio da parte delle cellule.
La prognosi con questo trattamento medico è crescentemente apportatrice di invalidità e di morte prematura, determinate da infarto e/o insufficienza renale, e/o collasso.
Farmaci ipoglicemici orali
Sono apparsi sul mercato circa 10 anni fa, e sono suddivisi in 5 classi: biguanidi, inibitori della glucosidasi, meglitinidi, sulfoniluree, tiazolidinedioni.
Biguanidi:
abbassano lo zucchero sanguigno in tre modi:
1) inibendo il normale rilascio da parte del fegato delle sue riserve di glucosio;
2) interferendo con l’assorbimento intestinale del glucosio presente nei cibi ingeriti (carboidrati);
3) aumentando l’assorbimento periferico di glucosio.
Inibitori della glucosidasi: sono stati elaborati per inibire gli enzimi amilasi prodotti dal pancreas, essenziali per la digestione dei carboidrati. La teoria è che se si inibisce la digestione dei carboidrati, il livello di zucchero sanguigno non può essere elevato.
Meglitinidi: sono state elaborate per stimolare il pancreas a produrre insulina in un paziente che probabilmente presenta già un elevato livello di insulina nel flusso sanguigno, livello che solo di rado viene misurato dai medici. Ovviamente questi farmaci vengono frequentemente prescritti senza alcuna conoscenza del preesistente livello di insulina; il fatto che un eventuale elevato livello di insulina sia dannoso quasi quanto un elevato livello di glucosio è ampiamente ignorato.
Sulfoniluree: sono un’altra classe di stimolanti del pancreas elaborate per stimolare la produzione di insulina. Prima della prescrizione di questi farmaci, di rado i medici eseguono delle determinazioni dell’insulina nel siero. Tali farmaci vengono spresso prescritti ai diabetici di tipo II, molti dei quali presentano di già elevata insulina inefficace, e sono noti per provocare ipoglicemia come effetto collaterale.
Tiazolidinedioni: sembrerebbero causare il cancro al fegato (dati riservati).
Insulina: oggi si prescrive l’insulina per entrambi i tipi di dabete I e II.
L’insulina sostituisce quella che l’organismo non produce più. Questo trattamento, per quanto necessario per preservare la vita ai diabetici di tipo I, è tuttavia assai discutibile se somministrato ai diabetici di II tipo.

Guarigione da Diabete Mellito di Secondo Tipo con la dieta vegetariana
I tempi di guarigione con Aloe, vitamine A,C,E,F e dieta vegetariana sono dell’ordine di un anno o più. I problemi vascolari determinati da un elevato livello cronico di glucosio si risolvono abbastanza velocemente. Ma gli effetti della retinopatia e della neuropatia periferica sono variabili.
Secondo le cliniche private straniere “della salute”, soprattutto quelle di orientamento simil-gersoniano, si afferma che, in ambito renale, il recupero non può più sussistere quando il danno ha superato il 20% della funzionalità renale normale: i sottili capillari delle membrane basali di glomeruli renali iniziano a disfarsi a causa del diabete, sostituitì da tessuto cicatriziale, e il danno è irreversibile. Anche in ambito oculistico il tessuto cicatriziale dovuto alle emorragia retinale provocata da interventi laser non consente più il recupero dei danni.
Per ripulire la arterie, infine, sono necessari molti anni di dieta.
NOTA: VEDI anche ALLEGATO 21 del libro “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO”.

Le malattie cardiovascolari (Aterosclerosi, Infarto, Ictus) possono essere efficacemente contrastate senza o quasi l’impiego dei farmaci. Ciò che si deduce è che da un lato la maggior parte della popolazione è all’oscuro di queste possibilità, ma anche che, dall’altro lato, pur di non modificare le proprie abitudini voluttuarie (soprattutto alimentari) molti preferiscono ricorrere ai medicinali
Purtroppo è vero.
La gente dovrebbe essere informata sull’estrema importanza delle vitamine naturali per prevenire le malattie cardio-circolatorie.
Ad esempio l’olio di semi di lino spremuto a freddo dovrebbe essere ripreso in Friuli: si salverebbero tantissime vite proprio a causa della preziosissima vitamina F che vi è contenuta: infatti serve contro cancri, leucemie, diabete, e malattie cardio-vascolari.
Ma è proprio su queste ultime che bisognerebbe fare prevenzione insegnando che le famose placche di colesterolo, che poi ostruiscono le coronarie del cuore e provocando l’infarto, possono regredire nel corso degli anni con alimentazione vegetariana e molta, molta vitamina C.
Ma è importante anche la vitamina A, la vitamina E, il Licopene e tantissime altre vitamine…. Viceversa, sono contrario all’uso delle Statine in MEDICINA.
Nel mio libro “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO” trovate moltissime cose su queste vitamine al capitolo 9. In merito alle malattie cardio-vascolari e ai processi di invecchiamento c’è una ricca documentazione in ALLEGATO 23

 

Incredibile, anche la Sclerosi Multipla, soprattutto se presa nei primi due anni può essere efficacemente controllata senza le terribili conseguenze che conosciamo

Sì, fu la dottoressa Chaterine Kousmine, per prima, a capire l’importanza dell’OLIO DI SEMI DI LINO spremuto a freddo per la cura di questa malattia, accanto alla solita dieta vegetariana: curò oltre 600 pazienti in 30 anni, e scrisse il libro “La sclerosi a placche non è inguaribile”, (Ed. Natura) vedi:   Nel mio libro “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO”, in ALLEGATO 22 ci sono gli approfondimenti sulla risposta riporto tutto quello che ritengo utile sull’argomento. 

Personalmente ritengo utile anche il Cardo mariano per il miglioramento della funzionalità epatica, poichè credo che la patologia possa forse risiedere in una carenza della produzione di colesterolo a livello epatico.

 

Le vitamine che abbiamo visto così importanti (amine della vita) debbono essere ricavate esclusivamente dall’alimentazione (naturale, biologica), visto che vengono enfatizzate proprio queste caratteristiche,o possono essere assunte utilizzando i prodotti in vendita nelle farmacie (e nei supermercati).

 

Le vere vitamine sono quelle contenute nella frutta e nella verdura fresca.
Quelle sintetiche non hanno valore, a parte forse la vitamina C sintetica, che continuo ancora a dare ai miei pazienti, ma solo perchè costa molto poco rispetto alla vitamina C naturale (che comunque prendono).
In realtà, è molto più efficace la vitamina C naturale, e questo vale per tutte le vitamine in genere.
Il motivo è semplice: è la flora batterica “amica” che metabolizza il cibo, ricchissimo di sostanze pro-vitaminiche e che, in maniera in gran parte ancora sconosciuta, fa sì che le pareti dell’intestino possano assorbire queste preziosissime vitamine.
Quando diamo quelle sintetiche, non sappiamo cosa succede, a parte il fatto di avere meno effetto curativo o, addirittura, avvelenamento epatico da over dose di vitamina A….
e LE VITAMINE SINTETICHE sono meno di una trentina, volendo essere magnanimi.
Inoltre, un pasto di diversa frutta e verdura biologica apporta circa 20.000-30.000 sostanze vitaminiche a noi in gran parte ancora sconosciute.
L’unica cosa che sappiamo di esse e che fanno tanto bene alla salute dell’uomo da poter riuscire a curare cancri in metastasi avanzate a pazienti cui i medici davano pochi mesi di vita, prima che questi stessi pazienti fuggissero da quegli stessi ospedali pubblici americani per andare a farsi ricoverare nelle famose cliniche private per ricchi…..a bere centrifugati e frullati di frutta biologica fresca al ritmo di 1/4 di litro ogni ora, per 10-12 ore consecutive, restando in tali cliniche per 6-8 mesi…

 

Le Medicine cosiddette “alternative” (fitoterapia, medicina cinese, medicina indiana, etc..) hanno in realtà molto da dire nel campo dei tumori e di molte altre patologie. Bisogna avere il coraggio da parte della medicina allopatica (quella classica, per intenderci) di lasciare che anche queste possano giocare un proprio ruolo per il bene di moltissime persone

 

Sarebbe bello, ma io non ci credo. Il motivo è che oggi la Medicina è stata letteralmente “comprata” dalle multinazionali farmaceutiche.

Non c’è più ETICA, moralità e rispetto per la VITA.

Il problema è quindi a monte: tocca alla società civile, attraverso i suoi strumenti, e in primis, attraverso la MAGISTRATURA, fare ordine in questo stato di cose: non è possibile che si sia lasciata introdurre la logica del profitto di BIG PHARMA nell’ambito della salute pubblica. Ma questo non è un problema solo italiano: è un problema di economia mondiale.

Tratto integralmente dal numero di giugno del 2007 di “ALTO FRIULI” mensile d’informazioni, notizie e cultura della montagna friulana

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