Le piante proibite, piante che curano. Intervista a Josep Pàmies

piante proibite, piante che curano

Prima che le grandi multinazionali farmaceutiche e agricole capissero il potenziale altissimo della natura, con l’acquisto di brevetti su alcuni geni, e spostassero il mercato verso farmaci prodotti sinteticamente in laboratorio, acquisendone in modo nemmeno troppo velato il monopolio, curarsi con le piante era un’abitudine comune.

Oggi giorno per fortuna è un’usanza sempre più diffusa e in continua evoluzione.

Poco distante da Barcellona, nella frazione di Balaguer (Lleida) c’è un vivaio che è molto più di un semplice vivaio, è un posto dove la natura non è soggetta (o quasi) alle leggi delle multinazionali e curarsi con essa è ancora possibile.

Josep Pamies è colui che ha messo in piedi questo splendido luogo dove è possibile trovare molte specie di piante rare e fortemente terapeutiche. Abbiamo avuto la fortuna ed il piacere di andare a trovarlo per capire meglio il suo lavoro e diffondere il messaggio della sua battaglia contro le multinazionali del farmaco.

Josep è un disobbediente che dovrebbe essere un esempio per tutti coloro che lottano contro le multinazionali e vogliono riavere il controllo della natura, e che ha trovato appoggi e consensi in gran parte d’Europa e oltreoceano.

Un vero e proprio movimento popolare che aspira a diffondere conoscenza dal basso, affidando gli strumenti necessari, per far si che ognuno possa liberamente curarsi con le piante.

Quando è iniziata la tua avventura con il vivaio?

Il vivaio c’è da molti anni: facevamo lattuga, pomodori e altri ortaggi poi ho scoperto una pianta che si chiama Stevia con la quale si possono curare il diabete, l’ipertensione, il colesterolo e che è stata proibita per molto tempo. Così ho cambiato l’attività e ho iniziato a coltivare le piante medicinali, alcune di esse proibite.

Hai comunque mantenuto l’orto?

Sì, certo. Ho molte verdure come lattuga, radicchio, cicoria etc.

Da quanti anni lavori in questo campo?

È 26 anni che sono qui, ma nel tempo c’è stato un rivoluzionamento. Avevo un problema con la Monsanto e la Bayer perché utilizzavo i loro veleni, ed inoltre in quel periodo avevano iniziato a trasformare l’agricoltura chimica in tutto il mondo e proibivano la coltivazione di alcune piante come la stevia. Quando vedo che una pianta che può aiutare a curare il diabete, l’ipertensione e il colesterolo viene proibita dal governo spagnolo, e non solo, ho ancora più voglia di coltivarla e così ho fatto. Una pianta non può fare alcun danno, al contrario il danno lo fa l’impresa farmaceutica che proibisce la vendita di essa per ostacolare la cura del diabete, dell’ipertensione e di altre patologie. Con il passare del tempo ogni volta che regalavo qualche pianta mi venivano regalate altre piante o semi, sempre con e etti terapeutici e curativi, e io apprendevo nuove varietà e utilizzi. Le piante più potenti sono proibite e questo è un crimine.

Sono molte le piante proibite?

La cannabis è l’unica penalmente proibita, le altre (kalanchoe, perilla, stevia etc.) non si possono vendere come erbe medicinali ma si possono coltivare per uso personale. Qui le vendiamo pure, stiamo sovvertendo le leggi del governo perché non sempre abbiamo voglia di abbassare la testa al sistema politico. Un sistema composto da partiti che votiamo formati da imbecilli che reprimono. È da due elezioni che non voto per disubbidienza, in genere sono dalla parte del partito di sinistra ma un partito vale l’altro perché diamo fiducia a persone che poi ci tradiscono. Noi ci ribelliamo coltivando e vendendo sia il proibito che il non.

Un paio di anni fa hai avuto problemi per aver coltivato 70 piante di cannabis, recentemente hai dichiarato di voler coltivare 300 piante di canapa industriale. Hai già iniziato a coltivare la canapa?

Sì, la polizia aveva sequestrato le piante perché non era chiaro, per loro, se era cannabis o canapa e mi hanno denunciato per coltivazione di marijuana. Quest’anno ho messo la canapa industriale, mentre durante i tre anni scorsi era marijuana. Sto aspettando di essere giudicato nel frattempo ho ricevuto una multa da 10mila euro, vediamo come si evolverà. Mi piacerebbe il prossimo anno fare un ettaro in più di canapa.

In una tua intervista hai affermato che vari pazienti a etti da sclerosi multipla si sono curati con la marijuana, in che forma hanno assunto marijuana i pazienti?

In genere assumono la sostanza tramite la macerazione dei fiori di marijuana in olio di oliva, mandorle o cocco per 2 mesi. Con l’appoggio dell’associazione “Dulce Revolucion”, di cui sono membro, spieghiamo come farlo in casa individualmente. Di solito viene applicato sotto la lingua. Recentemente un paziente affetto da cancro, con anche crisi epilettiche, lo prendeva 90 volte al giorno perché meno non faceva effetto. Dipende dalla persona, è molto soggettivo.

Queste persone sono guarite totalmente?

Sì, abbiamo un caso di guarigione totale, c’è la testimonianza del paziente sul nostro sito.

Sappiamo che sei membro dell’Associazione “Dulce Revolucion”. Spiegaci di cosa vi occupate precisamente…

La “Dulce Revolucion” è stata un’idea che partì da qui perché era insostenibile la situazione con la stevia. La pianta era molto conosciuta e non potevamo venderla, all’inizio la regalavamo. Poi con gli amici di Slow food, in particolare con Carlo Petrini (fondatore Slow Food), volevamo aprire una sezione sulle piante medicinali e di denuncia ma la struttura di Slow Food non lo permetteva. Così insieme abbiamo deciso di farlo per conto nostro, con la “Dulce Revolucion”. Non è stato condiviso da Slow Food perché l’associazione non ha voluto legarsi ad un movimento così duro e forte contro le mafie, ma da quel momento si è creato un gruppo di volontari di Slow Food che si sono occupati della “Dulce Revolucion” e che da 8-9 anni scrivono articoli, fanno traduzioni e diffondono contenuti.

In passato hai avuto dei problemi legali anche a causa della stevia… Nel corso del tempo hai avuto altri problemi con la legge per via di qualche altra pianta?

Ho problemi con piante di cui al momento non esistono sanzioni. Ad esempio la Kalanchoe utile nella cura del cancro, la Perilla per gli orzaioli o l’Artemisia annua per il cancro ai polmoni; sono piante di cui è proibita la vendita ma che noi vendiamo comunque.

Appoggi l’iniziativa legislativa popolare contro gli organismi geneticamente modi cati in Catalunya. Come si muove la politica in questo senso?
Per presentare un’iniziativa popolare al parlamento della Catalunya abbiamo bisogno di 50mila firme, ne abbiamo raccolte 106mila, il doppio. Abbiamo avuto molti consensi in Catalunya e adesso che è stata presentata in parlamento la proposta di legge è necessario discuterla, ma i partiti si riuniscono se partecipano tutti altrimenti non si discute e questa è una gran perdita di tempo. È importante fare opposizione nella società con la disobbedienza, non coltivando creeremo un male invece bisogna coltivare il proibito per il bene.

Hai conosciuto altre realtà simili alla tua fuori dalla Spagna?

Con la “Dulce Revolucion” stiamo cercando di creare una rete di realtà collegate all’associazione ma tutte indipendenti. In Italia stanno iniziando adesso, in Spagna c’è qualche realtà simile alla nostra e anche in America, ma la struttura è differente. Non abbiamo una relazione diretta con le altre realtà così non possono bloccare tutti ma possono andare dal singolo.

Viviamo in un mondo in cui non siamo capaci di tenere sotto controllo le scorie e l’inquinamento che produciamo, ma ci preoccupiamo di proibire delle piante: chi le teme davvero?

Bayer e Monsanto sono la stessa impresa ora che la prima ha comprato la Monsanto. Entrambe non si fermano con il transgenico, gli insetticidi o gli erbicidi ma detengono anche la sezione farmaceutica che non cura con i medicamenti ma ha molti effetti secondari e si deve fermare anche con l’alimentazione. Quest’effetto secondario dei medicamenti che non curano è la seconda causa di morte in Europa. Vari premi Nobel hanno annunciato un libro di un giornalista straordinario che smonta tutto lo schifo dei politici e delle farmacie. L’ambiente è una causa importante di morte per contaminazione di quello che respiriamo, e più importante è quello che mangiamo. Mangiamo male e per aumentare la produzione ci ritroviamo un sacco di cibo tossico. Le malattie ultimamente stanno crescendo molto rapidamente e questo è buono per l’industria farmaceutica. C’è interesse nel far aumentare le malattie e molte persone muoiono, molta gente non ci pensa perché si da del governo ma il governo è un assassino. Tutti i governi. C’è un libro importante, che consiglio, che parla di questo “Medicine letali e crimine organizzato” di Peter C. Gøtzsche.

Cosa ne pensi del fatto che negli ultimi anni la cannabis è stata rivalutata in tutto il mondo?

Gli Stati Uniti hanno legalizzato in alcuni Stati la marijuana diminuendo la proibizione, l’Europa invece è il nucleo duro dell’industria farmaceutica rispetto agli Stati Uniti, questo è il motivo perché è molto lenta la legalizzazione in Italia. La Bayer e la Monsanto sono molto posizionate in Europa e non ci sono grandi speranze future perché i governi europei, che dipendono dall’Unione Europea, si stanno piegando e vendendo al sistema.

Che cambiamento hai notato in questi anni?

La società non criminalizza la marijuana, se vince un referendum sulla legalizzazione si legalizzerà. Stanno cambiando milioni di persone è il governo che non cambia. La differenza sta a livello di popolo e nell’interesse del settore farmaceutico. La “Dulce Revolucion” si impegna per rendere ognuno indipendente e autonomo nel coltivare le proprie piante per sé. Noi coltiviamo anche perché alcune persone malate, nel momento di emergenza, non riescono a coltivare una pianta per curarsi. La coltivazione di una pianta non si può fermare anche se stanno imparando la commercializzazione della pianta per il trattamento. È cambiata molto la mentalità della gente: medici, infermieri e persone del settore vengono a cercare ed informarsi sui vari tipi di piante mediche.

Come organizzate il lavoro di informazione?

Ogni sabato facciamo vedere come si fanno le varie preparazioni, circa 200/300 persone vengono ogni settimana qui ad apprendere. Dalle 2 alle 4 ore. Facciamo vedere come usare le piante, come fare l’olio, gli estratti etc., e cerchiamo di spiegare le tecniche più semplici ed economiche. La mattina facciamo 2 ore di intercambio di esperienza con le persone che si sono curate dal cancro e che in pochi mesi sono guarite. È più che un vivaio.

Hai contatti con medici che ti portano pazienti?

Sì, siamo in contatto con medici e biologi che supportano la nostra visione. La rete di relazioni che abbiamo è cresciuta nel tempo in maniera graduale. Purtroppo non possiamo salvare tutto il mondo, possiamo farlo di ondendo informazioni e in ogni caso le persone devono svegliarsi. Ci sono 300 persone con bambini con il cancro che stiamo trattando. Se la gente inizia a curarsi in questo modo aiuta anche gli altri a curarsi e guarire, è importante creare il passaparola.

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I 10 straordinari benefici della Clorofilla

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Che cos’è la Clorofilla?

La clorofilla è il pigmento verde presente nelle piante.

Ogni volta che consumiamo verdure a foglia verde stiamo assumendo clorofilla. La struttura chimica della clorofilla è praticamente identica all’emoglobina con l’unica differenza che la prima ha al suo nucleo un atomo di magnesio mentre la seconda contiene ferro.

Per questo motivo la clorofilla è considerata il sangue delle piante e svolge nell’organismo umano delle funzioni curative tanto che in molti centri dove curano il cancro usano molto questa sostanza naturale.

La clorofilla la possiamo assumere consumando verdure verdi condite con olio (essendo liposolubile si assimila meglio con i grassi), oppure tramite un succo verde (estratto o centrifuga di lattuga, cetriolo, sedano, broccoli con aggiunta di spirulina, clorella, klamath) o anche attraverso le alghe di acqua dolce come spirulina, clorella, klamath che ne sono ricche.

L’erba di grano è molto abbondante di clorofilla.

Esistono anche integratori specifici di clorofilla in compresse o liquida.

La clorofilla è un alimento perfetto e gli animali quando stanno male mangiano l’erba verde per disintossicarsi oltre che per assumere dei nutrienti. Parte di questo merito è dovuto proprio alla clorofilla che contengono. La clorofilla dona tantissimi benefici all’organismo che numerosi studi scientifici hanno confermato.

10 Benefici della Clorofilla

1. Perdita di peso e controllo della fame. Uno studio pubblicato nel settembre del 2013 riporta che i composti contenenti clorofilla potrebbero contribuire a sopprimere la fame. A venti donne, moderatamente in sovrappeso, sono stati forniti dei pasti di prova in tre diverse occasioni ad una settimana di distanza. Due pasti contenevano clorofilla e uno no. Le donne hanno riferito di aver notato una riduzione della fame a seguito dei pasti contenenti clorofilla. Le analisi del sangue hanno mostrato livelli di zucchero stabili. Questi risultati suggeriscono che la clorofilla dovrebbe essere considerata un metodo efficace per gestire la fame e promuovere la perdita di peso.

2. Alito cattivo e odore del corpo. La clorofilla fa bene al vostro corpo “dall’interno verso l’esterno” letteralmente! Questo include l’odore dell’alito, delle ascelle e anche le feci. E’ stata condotta una prova in una casa di cura con 62 pazienti, lo studio ha riportato miglioramenti negli odori provenienti dai soggetti sottoposti al test. Oltre alla riduzione dei cattivi odori, si sono notati miglioramenti anche sul piano della stitichezza e del meteorismo.

3. Accelera la guarigione. Che l’uso di clorofilla favorisca il fisiologico processo di guarigione è noto da almeno più di un secolo. Un rapporto pubblicato dalla Università Butler (datato 1950) tratta dell’uso di clorofilla per migliorare i tempi di guarigione. Uno studio più recente ha scoperto che, quando viene utilizzata in forma spray, la clorofilla aiuta notevolmente durante nella terapia delle ferite.

4. Disintossica da metalli pesanti e tossine. Gli inquinanti ambientali come i metalli pesanti possono distruggere rapidamente la salute. La clorofilla si lega con queste sostanze ostacolandone l’assorbimento. Una ricerca ha dimostrato l’azione di pulizia della clorofilla con alcuni agenti cancerogeni. Uno studio incrociato con quattro volontari umani ha testato la capacità della clorofilla di rimuovere, dopo l’ingestione, dell’aflatossina (noto cancerogeno). Ogni volontario ha ricevuto tre porzioni di aflatossina prima del pasto, in due era inclusa una tavoletta di clorofilla. I risultati hanno mostrato una rapida eliminazione, circa il 95% evacuato entro le 24 ore.

5. Protegge dalle tossine presenti nei cibi fritti. I cibi fritti non solo possono aumentare il nostro girovita, ma durante la frittura ad alta temperatura si possono sviluppare sostanze in grado di danneggiare il tessuto del colon e di intaccare il DNA delle cellule del colon. In uno studio, alcuni partecipanti hanno mangiato cibi fritti accoppiati con “cibi di protezione”, tra cui anche la clorofilla, e sono stati osservati minori danni al DNA delle cellule del colon.

6. Potente antiossidante. La clorofilla è considerata un superfood grazie alle sue potenti proprietà antiossidanti. Protegge le cellule dal danno ossidativo eliminando i radicali liberi. Una pianta nota per avere alti livelli di clorofilla, Conyza triloba, ha mostrato un comportamento antiossidante molto attivo. Uno studio in vitro l’ha giudicata in grado di ridurre i radicali liberi riducendo il danno cellulare.

7. Anticancro. Anche se la ricerca attualmente non afferma che la clorofilla sia un anticancerogeno, i ricercatori sono entusiasti del suo potenziale nella terapia. Uno studio ha trovato che gli uomini con bassi livelli di clorofilla nella dieta avevano un rischio più elevato di cancro al colon. Un altro studio ne ha evidenziato l’efficacia nella stimolazione degli enzimi del fegato.

8. Candida albicans. L’infezione da Candida è un grosso problema per molte persone e può portare a molti sintomi stanchezza, depressione e problemi digestivi… Solo per citarne alcuni. La ricerca ha dimostrato che le soluzioni isolate di clorofilla fermano la crescita di Candida albicans.

9. Allevia rossore e gonfiore. Nella medicina tradizionale sono state a lungo utilizzate le foglie verdi per le infezioni. Recenti sperimentazioni hanno riportato che le foglie verdi (contenenti clorifilla) aiutano a ridurre gonfiore e arrossamento!

10. Anemia e debolezza. La clorofilla è molto utile per stimolare la produzione dei globuli rossi e rinnovare il sangue. Infatti scambiando il ferro con il magnesio al centro della molecola, fornisce una forma “biodisponibile” di magnesio al corpo. Infatti la maggior parte dei casi di anemia non sono dovuti ad una carenza di ferro ma ad una mancata assimilazione di questo da parte dell’organismo: assumere clorofilla migliora l’assorbimento del ferro e il suo utilizzo per formare l’emoglobina dei globuli rossi.

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Effetti collaterali dei vaccini, dr. Berrino: Il dramma è che non sappiamo quali sono

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Riportiamo di seguito l’intervento del dottor Franco Berrino nel corso della conferenza “Cibarsi di Salute” in merito agli effetti collaterali dei vaccini:

“Andando a fare le vaccinazioni, noi andiamo a lavorare in un organismo che sta lavorando tanto per costruire il suo sistema immunitario.

Allora dobbiamo chiederci se effettivamente, se è una cosa veramente utile vaccinare i bambini cosi presto.

Non ci sono degli studi che hanno dimostrato che è meglio vaccinare un bambino appena nato piuttosto che a 6 mesi, piuttosto che a 1 anno; sarebbe importante fare questi studi.

Il grande problema che c’è stato adesso, la questione della polemica dei vaccini, non se ne può più di questa storia… io sono favorevole ai vaccini, mica contrario!

Il dramma dei vaccini è che noi non sappiamo quali sono gli effetti collaterali, i danni causati dai vaccini.

C’è stato un documento uscito pochi mesi fa dall’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, che ha un documento sugli effetti collaterali dei vaccini; sono 170 pagine vergognose. Nessuno studio valido. Sono soltanto una raccolta delle denunce che fanno i medici che sospettano che il bambino ha avuto una reazione avversa.

Ma se l’ha avuta subito magari lo sospetta, se l’ha avuta 15 giorni dopo magari non lo sospetta, c’è una grande variabilità nelle regioni italiane di frequenza della reazione avversa, dipende dalla sensibilità del medico, dall’interesse del medico.

No, bisogna fare degli studi seri per sapere. Sappiamo che i vaccini possono avere degli effetti collaterali importanti, sono rari fortunatamente ma ci sono.

Dobbiamo sapere perché in un bambino c’è un effetto collaterale e in un altro no. Dobbiamo sapere le differenze che ci sono in questi due bambini e allora bisogna fare degli studi e quello che manca sono questi studi.

E io dico, dal mio punto di vista personale, proprio, la vergogna di questa attitudine delle nostre autorità sanitarie è che se obblighi di fare qualche cosa devi sapere gli effetti che fa questa cosa.

Devi misurare, devi fare degli studi, devi fare degli studi per sapere che differenza c’è tra i bambini che si ammalano e quelli che non si ammalano.

Per sapere come aiutare, per fare in modo che i bambini non si ammalino con gli effetti collaterali dei vaccini, saranno rari finché vuoi… ci sono.

E allora dobbiamo studiare.”

Guarda il video dell’intervento del dr. Berrino

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Opere del dottor Franco Berrino:

Lupini: ricercatori confermano le proprietà anti-diabetiche di questo legume

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SYDNEY, 29 Agosto – Ricercatori australiani hanno formulato supplementi alimentari a base di lupini, i legumi più ricchi di proteine in assoluto, che promettono di essere efficaci contro il diabete, più dei farmaci correnti.

Gli studiosi dell’Università Curtin di Perth, guidati da Philip Newsholme della Scuola di Scienze Biomediche, hanno sperimentato in laboratorio l’azione dell’estratto di semi di lupini nel regolare i livelli di glucosio nel sangue.

La ricerca, presentata alla conferenza annuale dell’Australian Diabetes Society in corso a Perth, indica che i semi di lupini ridotti in polvere sono efficaci nello stimolare la secrezione di insulina nelle cellule.

Inoltre l’estratto di lupini, in bevande o in prodotti a base di yogurt da assumersi poco prima dei pasti, può ridurre i picchi nei livelli di glucosio nel sangue che si verificano dopo un normale pasto. Una delle proteine dei lupini, la gamma-conglutina, ha dimostrato anche in piccole dosi di ridurre lo zucchero nel sangue.

Il picco di glucosio nel sangue dopo i pasti è particolarmente pericoloso, per diabetici e per pre-diabetici, spiega Newsholme. Quando il diabete progredisce, la punta diventa più alta e ritorna al normale sempre più lentamente. Ed è il livello elevato di glucosio nel sangue, con l’andare degli anni, a causare i danni associati alla malattia, aggiunge.

Nel diabete mellito il pancreas non produce più sufficiente insulina, oppure le cellule smettono di rispondere all’insulina prodotta, così che il glucosio nel sangue non può essere assorbito nelle cellule.

Newsholme ha detto che l’inizio delle sperimentazioni umane è previsto fra due o tre anni, ma intanto i ricercatori operano a stretto contatto con coltivatori di lupini e con aziende alimentari, con l’obiettivo di introdurre nel mercato prodotti teraputici con estratto di semi di lupini.

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Fonte: www.ansa.it

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Malattie cardiache? Il rischio viene dai Carboidrati

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Non sono i grassi i principali killer per il cuore ma i glucidi, cioè i carboidrati.

Uno studio presentato a Barcellona nel corso del congresso europeo di cardiologia mette in discussione quanto indicato fino ora in tutte le linee guida di prevenzione della salute cardiaca e da decine di studi e documenti scientifici.

Lo studio PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology), stato condotto dall’Università di Hamilton, in Ontario ed i risultati sono stati presentati il 29 Agosto 2017 e pubblicati su Lancet.

La riduzione dei grassi, secondo Mahshid Dehghan, ricercatrice del Population Health Research Institute della McMaster University, ”non migliorerebbe la salute delle persone”. I vantaggi arriverebbero invece riducendo i glucidi, cioè in sostanza i carboidrati sotto il 60 per cento dell’energia totale, ”e aumentando l’assunzione di grassi totali fino al 35 per cento”.

I risultati delle analisi su oltre 135.000 individui provenienti da 18 paesi a basso, medio e alto reddito, nello studio prospettico epidemiologico dimostrano che e’ l’elevata assunzione di carboidrati a determinare un maggior rischio di mortalita’ cardiovascolare.

L’assunzione di grassi, secondo i risultati presentati, è invece, a sorpresa, associata a minori rischi.

Gli individui nella fascia alta del consumo di grassi mostravano una riduzione del 23% del rischio di mortalità totale, ma anche una riduzione del 18% del rischio di ictus e del 30 % del rischio di mortalità per cause non cardiovascolari.

Ciascun tipo di grasso era associato alla riduzione del rischio di mortalità: meno 14 per cento per i grassi saturi, meno 19 per cento per i grassi monoinsaturi, meno 29 per cento per quelli polinsaturi.

Una maggiore assunzione di grassi saturi e’ stata anzi associata a una riduzione del 21 per cento del rischio di ictus.

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Fonte: www.ansa.it