Bacche di Rosa Canina: per fronteggiare tosse, mal di gola e Influenza

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Le bacche rosse di rosa canina sono uno degli alleati più preziosi per affrontare serenamente l’autunno. Le piccole gemme possono essere raccolte in primavera, ma anche in inverno, e racchiudono rimedi naturali importantissimi per il trattamento di vari disturbi.

Le bacche di rosa canina tuttavia non sono adoperate solo come rimedio erboristico, ma vengono spesso utilizzate in cucina, per la preparazione di marmellate, tisane o liquori, anche grazie al loro buon sapore.

Queste gemme rosse sono una fonte ricca di vitamina C che è una delle vitamine più utilizzate per rafforzare il sistema immunitario. Sono anche degli ottimi integratori di vitamine del gruppo B, vitamina K e vitamina P, oltre che di acidi grassi essenziali e di antiossidanti.

Studi scientifici hanno dimostrato che il consumo di rosa canina può apportare diversi vantaggi nei malati di artrite reumatoide, contribuendo a diminuire il dolore e la rigidità articolare e favorendo una sensazione di benessere generale.

Come utilizzare le bacche di Rosa Canina

Gli impieghi più diffusi delle bacche di rosa canina riguardano sia le bacche fresche, che le bacche essiccate.
Queste vengono adoperate per preparare tisane da bere ai primi sintomi di raffreddore, influenza, tosse o mal di gola . Ma non solo: sembra che siano utili anche contro i virus intestinali, per ridurre le infezioni del tratto urinario, nella prevenzione dei calcoli biliari e dei disturbi renali, contro la ritenzione, la gotta e come diuretico. Ancora, la rosa canina è adoperata:
  • per rafforzare il sistema immunitario: è un ottimo immunostimolante, utile a combattere i sintomi da raffreddamento;
  • come tonico, contro stress e stanchezza legati spesso anche al cambio stagionale. Inoltre, può rivelarsi utile anche nel regolare i bioritmi, rendendo la giornata energica e il riposo pieno;
  • contro le allergie, grazie ai suoi lievi effetti antistaminici;
  • per la circolazione: aiuta la circolazione sanguigna, sia per la presenza di vitamina C che per un’azione di protezione di vene e arterie. Inoltre, favorisce la diuresi.

Se avete la fortuna di raccogliere bacche di rosa canina fresche, attenti a consumarle nel giusto modo. Dividetele a metà ed eliminate semi e peluria, che possono irritare. Dopo di che, sciacquatele bene sotto l’acqua corrente. Potete mangiarle da sole, oppure potete utilizzarle per preparare un ottima tisana.

Come preparare la tisana di Rosa Canina

Preparare una tisana con le bacche di rosa canina è molto semplice.

Potete adoperarle sia fresche che essiccate. Sminuzzatele e lasciatele in infusione con acqua bollente per circa 5-10 minuti. Poi filtrate e bevete.

Non superate le 2 tazze al giorno.

Dove comprare le bacche di Rosa Canina

E’ possibile acquistare le bacche di rosa canina in erboristeria, nei negozi biologici, oppure direttamente su internet.

Una nota azienda agricola che coltiva e vende le bacche di questa pianta è l’azienda agricola Erbedimauro.

Potete acquistare le bacche di rosa canina direttamente sul sito web: www.erbedimauro.it

Tutti i benefici del Tè Kombucha. Che cos’è e come si prepara

Ha diversi nomi: elisir di lunga vita, tè dell’im mortalità, tè fungo rosso, fungo miracoloso, fungo della Manciuria. Stiamo parlando del kombucha.

Si tratta di una bibita fermentata a base di tè nero e zucchero a cui viene aggiunta una coltura di batteri e lieviti detti scoby, ricchissima di microrganismi benefci, che riforniscono l’organismo con una abbondante dose di principi nutritivi.

L’aspetto è quello di una bevanda dorata, frizzante, con un gusto che può essere più o meno aspro, deciso o acidulo.

I benefci del kombucha

  • Migliora la digestione: essendo una bevanda fermentata, il kombucha ha spiccate proprietà probiotiche e aiuta a bilanciare i batteri buoni e cattivi nel tratto intestinale. In questo senso può essere utile a contrastare stitichezza e diarrea.
  • È ricco di vitamina B, importante per il sistema nervoso.
  • Supporta il sistema immunitario grazie al suo ricco contenuto di vitamina C e lattobacilli. In questo senso favorisce l’eliminazione del catarro e combatte raffreddore e tosse.
  • Pulisce la pelle grazie ai saccaromiceti.
  • Depura l’organismo: il kombucha contiene sostanze in grado di rimuovere dal corpo metalli pesanti e tossine.
  • Utile in caso di insonnia: bere un bicchiere di kombucha prima di andare a dormire aiuta a superare insonnia e problemi di sonno leggero.
  • È un cardioprotettore: abbassa la pressione del sangue e il livello di colesterolo, inoltre ammorbidisce vene e arterie

Ricetta per fare il Kombucha a casa

Ingredienti

  • 2 l d’acqua
  • 10 g di tè nero (non usare il tè verde, non va bene)
  • 200 g di zucchero bianco, o di canna
  • 1 coltura di fungo kombucha, detta anche scoby (si tratta di un disco della dimensione di un pancake)

Prepara il tè come di consueto, lasciando le foglie sfuse, o le bustine in infusione per circa 10-15 minuti, in modo che l’acqua possa aromatizzarsi bene.

Togli le bustine oppure filtra la bevanda con un colino, per togliere tutte le foglie.

Aggiungi 200 g di zucchero prima che il tè si raffreddi e mescola fno a completo scioglimento dello zucchero.

Lascia raffreddare il tè finché non scenderà sotto i 25 °C: lo scoby muore se portato a temperature troppo calde.

A questo punto puoi versare il tè in un contenitore di vetro e aggiungere lo scoby nel liquido: dovrebbe galleggiare sulla superfcie del tè a circa 2,5 cm sotto il bordo del contenitore, per creare una camera d’aria suffciente a far sì che il fungo non tocchi la copertura (eventualmente togli un po’ di tè con una tazzina).

Copri il contenitore con del tessuto di cotone sterile e fssalo intorno ai bordi con un elastico: in questo modo terrai lontani eventuali moscerini, polvere, polline…

Metti il contenitore in un luogo tiepido e tranquillo, lontano dalla luce del sole: l’ideale sarebbe una stanza chiusa o un armadio, con temperature tra i 20 e i 30 °C. Durante questa fase lo scoby si nutre dello zucchero contenuto nell’acqua, trasformandolo in enzimi, vitamine, aminoacidi, sostanze antibiotiche, ma anche in gas, che rende la bevanda frizzante.

Dopo una settimana, assaggia il tuo kombucha con una cannuccia, per non rovinare il fungo: se è troppo dolce lascialo fermentare altri 2-3 giorni, se invece il sapore è di tuo gradimento, rimuovi lo scoby e usalo per una nuova coltura. Filtra il preparato e versalo in bottiglie che conserverai in un luogo fresco.

Congratulazioni! Hai realizzato il tuo primo kombucha homemade!

Ora puoi scegliere se fermarti qui o aromatizzare il kombucha con una seconda fermentazione di 48 ore.

A seconda di quello che aggiungerai, potrai avere un kombucha allo zenzero, alla lavanda, alla menta, alla melagrana, al mirto… Spazio alla fantasia!

Come e quando assumere il tè Kombucha

Nonostante il kombucha sia una bevanda fermentata, ha un contenuto di zuccheri e di teina molto basso e una gradazione alcolica pari solo a 0,5%.

Per questo motivo è adatto a grandi e piccoli, a sportivi e perfno ai nostri amici a 4 zampe.

Le dosi solitamente consigliate per gli adulti sono ½ tazza subito dopo colazione, pranzo, o cena, per migliorare il metabolismo e la digestione. Per bambini e animali le dosi variano a seconda dell’età e del peso.

GLUTINE: E’ causa di malattie autoimmuni – Dott. Alessio Fasano

glutine causa malattie autoimmuni

Il consumo di glutine danneggia le pareti intestinali causando permeabilità intestinale ovvero le giunture serrate che dividono l’intestino dal circolo sanguigno si allargano lasciando passare proteine indigerite, batteri, virus e sostanze che non dovrebbero entrare in circolo nel nostro organismo. Nel tempo la permeabilità intestinale se non curata può portare alla nascita di malattie autoimmuni come artrite reumatoide, morbo di Chron, sclerosi multipla, diabete e celiachia.

Il Dr. Alessio Fasano è il maggiore esperto mondiale del collegamento tra glutine, permeabilità intestinale e malattie autoimmuni. E il capo della ricerca presso l’Università del Maryland Celiac Research Center ed è autore di numerosi studi scientifici pubblicati nelle maggiori riviste internazionali.

Il glutine è un complesso proteico contenuto in molti cereali di uso comune. Il glutine si trova in: frumento (grano), farro, avena, kamut, segale, orzo. Il glutine è assente in: riso, miglio, grano saraceno, mais, quinoa, amaranto.

La maggior parte della gente suppone che la celiachia e la sensibilità al glutine siano la stessa cosa. Per questo sebbene il glutine faccia male siccome il test della celiachia risulta negativo continuano a consumarlo e farsi del male. Per fortuna, questo pensiero arcaico sta cambiando rapidamente. Almeno il 20% della popolazione è intollerante al glutine (1 su 5) e la maggior parte non sa di esserlo. In realtà il glutine modificato di oggi che troviamo sulle nostre tavole sotto ogni forma è insalubre per tutti e quindi andrebbe ridotto drasticamente passando a grani antichi (hanno un contenuto naturalmente basso di glutine). Tuttavia per molte persone anche un pò di glutine è dannoso.

Infatti anche se è ben stabilito che il glutine spesso impatti i villi dell’intestino tenue, è stato anche dimostrato che influenza negativamente il corpo in diversi modi. Di seguito è riportato un diagramma dei fattori che causano la permeabilità intestinale. Il glutine in molte persone innesca quasi tutti questi fattori distruttivi. Quindi all’osservatore intelligente risulta chiaro che il semplice test degli anticorpi non riesce a fornire una diagnosi accurata della sensibilità al glutine poiché la produzione di anticorpi è solo una componente di laboratorio di un problema dalle mille sfaccettature.

Gli effetti dannosi del glutine sulle pareti intestinali

Zonulina. Il glutine influisce direttamente sulla mucosa intestinale favorendo la produzione di zonulina. La zonulina è una proteina che regola le giunzioni delle pareti intestinali e se in eccesso le allenta provocando direttamente la permeabilità intestinale. Il Dr. Fasano spiega che questo accade a tutti indiscriminatamente. L’unica differenza con chi è intollerante al glutine è che da una parte la zonulina prodotta è maggiore e dall’altra il sistema immunitario innescato non agisce correttamente e attacca il corpo stesso.

Anticorpi. Il glutine contribuisce alla formazione di anticorpi. Gli anticorpi possono causare la secrezione di sostanze chimiche infiammatorie che portano al danno tissutale. Inoltre, attraverso un processo chiamato mimetismo molecolare, gli anticorpi possono avere una reazione incrociata con i tessuti del corpo causando una malattia autoimmune che può variare a seconda dei tessuti che vengono attaccati. Le analisi di laboratorio che misurano questi anticorpi non sono tipicamente associati con glutine perché la maggior parte dei medici non sono preparati in modo adeguato per identificare il collegamento, spiega il Dr. Fasano.

Farmaci. Molti farmaci comunemente contengono glutine che portano a un effetto diretto. Tuttavia, molte condizioni di salute croniche causate da sensibilità al glutine sono mal diagnosticate portando a prescrizioni di farmaci che non solo non sono inutili ma possono essere dannose per il tratto gastrointestinale. I farmaci antiacidi sono un esempio comune. Questi farmaci predispongono alle infezioni e portano ad una anormale presenza di batteri nell’intestino. Anche l’utilizzo di antibiotici per curare l’infezione virale è un altro esempio.

Stress. Anche se non è un fattore di stress fisico, il glutine è un fattore di stress chimico nel corpo. Lo stress chimico si manifesta in molte forme. Una di esse è la carenza di vitamine e minerali. La perdita di nutrienti chiave provoca una rottura fondamentale nella capacità del corpo di modulare il processo di guarigione e la riparazione.

Batteri. L’ingestione di glutine provoca alterazioni negative della flora intestinale (ovvero disbiosi intestinale) che predispone alle infezioni. Questo è uno dei motivi per cui così tante aziende stanno aggiungendo batteri benefici ai loro prodotti. La disbiosi intestinale è un’epidemia in occidente ed è causa di tanti sintomi debilitanti.

Citochine. Il glutine induce la produzione di citochine pro-infiammatorie (sostanze chimiche che danneggiano le cellule).

Neurotrasmettitori. Il glutine provoca cambiamenti neurochimici nella produzione di neurotrasmettitori (sostanze chimiche che consentono al sistema nervoso di comunicare). Gli esempi includono: la serotonina, la dopamina, l’acetilcolina, adrenalina e istamina. Il glutine è anche una neurotossina che ha dimostrato di danneggiare il tessuto nervoso. Questa è la ragione per cui così tante malattie neurologiche (autismo, ADD, bipolare, la schizofrenia, la neuropatia, l’epilessia, ecc) hanno benefici con una dieta priva di glutine.

Prodotti chimici digestivi. Il glutine può danneggiare l’intestino, il pancreas, il fegato e la cistifellea. Tutti questi organi svolgono un ruolo fondamentale nella capacità del corpo di produrre i prodotti chimici digestivi ed enzimi. Quando questo meccanismo è compromesso, i processi digestivi iniziano a diminuire e diventano inefficaci.

Come riparare la permeabilità intestinale causata dal glutine

Curare la permeabilità intestinale non è difficile ma richiede mesi se non anni a seconda della gravità del singolo caso e di quanto si è attenti nel seguire la terapia. Il Dr. Fasano spiega che ci sono alcuni componenti critici che devono essere affrontati:

  • Rimuovere il glutine dalla dieta
  • Indagare altre intolleranze alimentari al di là di glutine
  • Identificare e correggere le carenze nutrizionali
  • Ripristinare batteri sani nell’intestino
  • Fornire fattori immunitari e antinfiammatori naturali per aiutare nel processo di guarigione
  • Prendere in considerazione l’uso di un buon enzima digestivo

In conclusione oggi è evidente che la permeabilità intestinale contribuisce alla malattia autoimmune. Una causa nota per qualsiasi malattia autoimmune è la sensibilità al glutine. E’ davvero stupido ignorare questa connessione chiaramente dimostrata. Se ha una malattia autoimmune è molto importante che tu prenda in considerazione una dieta senza glutine ed una terapia volta a riparare le pareti intestinali.

Le vere cause del Cancro nascoste dalle Lobby

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di Mirco Bindi, Medico oncologo autore di “L’alimentazione nella prevenzione del cancro

Dopo 40 anni passati nelle corsie e al domicilio dei malati oncologici ecco in parole semplici cosa consiglia l’oncologo.

Questo è un libretto eretico. Contiene idee che sono contro il pensiero comune.

Le idee qui esposte vanno controcorrente e provocano reazioni di ostilità in tutti quelli che sono abituati a gustare una bistecca alla fiorentina o il cacio pecorino.

Ciò è comprensibile e in parte condivisibile quando ci si trova in una dialettica costruttiva, ma queste idee provocano anche reazioni motivate non da interessi di salute, ma da speculazioni economiche.

L’industria alimentare e farmaceutica non sono affidabili

L’industria alimentare è la più grande tra gli oppositori all’ipotesi che la carne e il latte siano dannosi alla salute. Il loro interesse è economico.

Per loro è impensabile una riconversione dell’alimentazione verso le proteine vegetali. Eppure si potrebbe fare un compromesso, ma loro non sentono ragioni: l’eresia è eresia. Le eresie vanno estirpate come ai tempi di Savonarola.

Questo libretto ha lo scopo di informare la gente che esiste una linea di pensiero medico eretico ed io appartengo a questo filone. Le critiche saranno ben accolte perché serviranno al confronto di esperienze con l’augurio che la ricerca sia interessante in ambo i lati della trincea.

Nel 2011 è stato pubblicato “The China Study” di Colin Campbell. Con dati scientifici illustra la sua teoria sulla genesi del cancro, delle cardiopatie, delle malattie cerebrovascolari, nonché diabete e morbo di Alzheimer. Campbell ha pubblicato il libro allo scopo di informare i comuni cittadini di una realtà che la comunità medica ortodossa respinge e denigra.

Le sue ricerche provano che l’alimentazione è strettamente correlata con le malattie degenerative.

Nei miei quaranta anni di medico mi sono sempre dedicato alla ricerca. Ho sempre studiato e analizzato criticamente quello che mi era stato insegnato.

Ora non vedo la ragione di cambiare perché le Lobby mediche, le Onlus di ricerca e le ditte farmaceutiche considerano Colin Campbell un “ciarlatano” per la teoria sulle cause del cancro.

Se le persone di cui sopra, in cinquanta anni di oncologia moderna, avessero risolto il problema del cancro e migliorato la salute della gente, io potrei fare benissimo il pensionato e godermi i fatti miei.

Se le Lobby dicono che va tutto bene è per puro interesse economico e di potere. Le ricerche di Campbell non sono inventate, sono ricerche sperimentali che analizzano i dati e portano a una conclusione inaspettata.

In medicina non c’è mai la certezza, lo sa anche il paziente più sprovveduto che quando deve sottoporsi a un’anestesia percepisce la paura della morte.

Quale certezza offre la chemioterapia?

Quale certezza può dare una dieta vegetale?

La prima lo sappiamo, la seconda deve essere verificata, ma ha il vantaggio di non costare e di non essere tossica.

In ospedale ho dovuto combattere per fare trattamenti radianti e chemioterapie che non peggiorassero la qualità della vita dei malati.

Perché un paziente che veniva da Pitigliano (GR) doveva alzarsi alle 4 del mattino per essere alle 7,30 in radioterapia ed essere visitato dal medico dopo le dieci? Perché un malato allettato doveva essere portato in ospedale in ambulanza per una flebo di dieci minuti quando poteva eseguirla comodamente a casa?

Conosco la mentalità delle Lobby, a loro non interessa la persona e la sua salute, ma questa volta abbiamo una possibilità diversa.

Il malato è libero di scegliere la sua dieta vegetale perché appartiene alla “sua” privacy e nessuno potrà rubargli la speranza di guarire. È una rivoluzione che parte dal basso.

I tempi iniziano a essere maturi. Le brecce nel sistema lobbistico cominciano a essere aperte. Non ci sarà bisogno di uno scontro distruttivo perché sarà il sistema stesso ad adeguarsi ai nuovi costumi alimentari.

Il tempo sarà testimone di come evolverà il confronto tra ortodossi ed eretici.

Le cause del cancro

Le cause del cancro sono sostanzialmente tre:

  1. genetiche,
  2. ambientali,
  3. nutrizionali.

Le alterazioni genetiche

Le alterazioni genetiche presenti alla nascita sviluppano tumori per lo più in età giovanile, ma la loro incidenza è estremamente bassa: 0.01%.

Ciò significa che madre natura ha costruito un sistema quasi perfetto.

L’evoluzione ha impiegato miliardi di anni per arrivare all’uomo e la sua complessità si ritrova in ogni singola cellula del corpo.

Le cause ambientali

Le cause ambientali sono ritenute oggi le responsabili della maggioranza dei tumori.

Il dott. Percival Pott impiegò trenta anni per capire che la fuliggine era responsabile del cancro allo scroto degli spazzacamini a Londra nel 1775.

Per bandire il DDT ci sono voluti 31 anni in America e 39 anni in Italia. Grazie al DDT nacque il movimento ambientalista. Intanto nelle balene c’è più DDT che grasso e in Sardegna ne spruzzarono 11 milioni di litri.

Scoprire la relazione tra tossicità e malattia è un’impresa ardua. Di solito l’identificazione avviene tardi per l’insorgenza di una malattia o di una deformazione. Da Roentgen (lo scopritore dei raggi X) ai Curie e ai primi pazienti, tutti svilupparono il cancro.

Le radiazioni da allora sono considerate cancerogene e il loro uso è ristretto solo a specifiche indicazioni. Per esempio gli screening mammografici sono attuati solo su donne >50 anni, mentre per i malati di cancro sottoposti a radioterapia il rischio di un secondo futuro cancro è messo in minoranza rispetto al problema immediato.

Le sostanze chimiche possono essere naturali o artificiali.

Le aflatossine, per esempio, sono sostanze prodotte dal fungo aspergillus che infetta le granaglie, il mais, le arachidi e altri semi oleosi. Provocano il cancro al fegato.

Le sostanze chimiche artificiali non si contano più. Il progresso ne sforna in continuazione dai derivati del petrolio. Gli impianti industriali dell’Ilva di Taranto con le loro emissioni non sono ritenuti tossici.

I tassi di mortalità della “città del cancro” non sono diversi dalla città di Lecce e dal Pool dei registri tumori.

Caso analogo nella “terra dei fuochi” a Caserta: tanti sospetti e nessuna corrispondenza.

Le cause nutrizionali

La nutrizione ha attirato l’attenzione negli ultimi anni per i rapporti con le malattie degenerative.

Il particolare il cibo spazzatura e l’incremento del consumo di prodotti animali sembra essere in relazione con il cancro.

Ufficialmente la medicina canonica, insieme alle strutture sanitarie e ai mass media, nega che esista un nesso di causa ed effetto.

Se il cancro è conosciuto dai tempi di Galeno è altrettanto vero che la cura antica era il cibo. Ci voleva lo studio epidemiologico del “China Study” per stabilire la relazione scientifica tra consumo di proteine animali e cancro.

Colin Campbell ha confrontato l’alimentazione della popolazione americana con quella dei contadini cinesi abitanti in zone rurali. I dati non lasciano dubbi. I contadini cinesi non mangiano carne né latticini e non hanno il cancro.

Questa popolazione è immune anche alle altre patologie degenerative cardiovascolari, ictus, Alzheimer, aterosclerosi, diabete, etc. Da qui è nata una nuova teoria basata non tanto sul cibo spazzatura, riconosciuto insalubre, ma sul fatto che le proteine animali introdotte con il cibo danneggiano il sistema metabolico di tutto il trilione di cellule che costituiscono l’organismo. L’idea è così semplice, illuminante e rivoluzionaria da cambiare l’approccio al cancro.

Dopo ogni pasto con carne e latte, le singole cellule che compongono l’individuo entrano in uno stato di superlavoro, stressate, fibrillanti e febbricitanti. In questa perenne condizione d’instabilità anche il cancerogeno più debole può sviluppare il suo effetto tossico.

Sembra l’uovo di Colombo, ma si viene accusati di eresia quando si chiede la riduzione dei cancerogeni e si afferma la validità dei cibi vegetali.

Estratto dal libro “L’alimentazione nella prevenzione del cancro” di Mirco Bindi

Polline d’Api: ecco cosa accade se ne mangi un cucchiaio al giorno

polline d'api

Il polline è il cibo delle api ed è uno degli alimenti più ricchi e nutrienti che la natura ci offre. Esso contiene quasi tutti i nutrienti richiesti dagli esseri umani ed ha delle potenti proprietà curative.

L’unicità del polline è nel suo contenuto

  • Proteine: fino al 35%, quantità impressionante, ancor più se si considera che si tratta di acidi amminici essenziali non sintetizzabili da parte dell’organismo (lisina, triptofano, istidina, leucina, metionina, isoleucina, fenilalanina, treonina, valina) e di acidi amminici che influenzano l’accrescimento (arginina, prolina, cistina, serina, tiroxina).
  • Glucidi: circa il 40% (in particolare amido e lattosio).
  • Lipidi: 5%
  • Acqua: 5%
  • Il restante 15% è composto da varie sostanze, alcune delle quali non ancora definite!

Uno dei fatti più interessanti di polline d’api è che non può essere sintetizzato in un laboratorio. Quando i ricercatori hanno cercato di riprodurre del polline artificiale e darlo alle api, le api muoiono, anche se tutti gli elementi nutritivi noti sono presenti nel cibo sintetizzato in laboratorio. Molte migliaia di analisi chimiche sul polline d’api sono state fatte con le più recenti attrezzature diagnostiche, ma ci sono ancora molti elementi presenti nel polline d’api che la scienza non è in grado di identificare. Le api aggiungono un qualche misterioso “extra” che non conosciamo. Questi elementi non identificabili possono in parte spiegare la forza di guarigione miracolosa del polline.

Bisogna tenere presente che d’altra parte la presenza di tutti gli amminoacidi essenziali per l’uomo che da solo non riesce a sintetizzare rende il polline davvero potente, ecco infatti le funzioni di ogni singolo acido amminico contenuto nel polline:

  • La lisina aiuta la fissazione del calcio, stimola l’appetito, favorisce il rinnovo dei globuli rossi
  • Il triptofano favorisce l’assimilazione della vitamina PP, la produzione dell’ormone serotonina (che favorisce il benessere mentale ed emotivo) e nutre la ghiandola pineale (responsabile del sonno e di molte funzioni sottili)
  • L’istidina è utile alla formazione dell’emoglobina nel sangue
  • La leucina favorisce il buon funzionamento del pancreas e della milza
  • L’isoleucina favorisce i processi di assimilazione delle proteine
  • La valina svolge funzione rinvigorente delle cellule del sistema nervoso e muscolare
  • La fenilalanina attiva i processi di assimilazione della vitamina C, e rinforza l’organismo per combattere stress e aggressioni patogene
  • La metionina è indispensabile all’organismo per la crescita, favorisce il buon funzionamento di fegato ed apparato digerente; carenze di questo aminoacido favoriscono l’insorgere di disturbi epatici, anemie, anoressia, inappetenza
  • L’arginina è indispensabile per la crescita, eventuali carenze possono causare impotenza, frigidità, sterilità
  • La cistina migliora la morbidezza ed elasticità della pelle
  • La tiroxina protegge la pelle dai raggi solari

L’importanze del polline non è solo nella sua capacità terapeutica ma anche il fatto che grazie all’azione delle api viene effettuata l’impollinazione di oltre l’80% delle piante di tutto il pianeta. Se questo non avvenisse la specie umana si estinguerebbe in breve tempo ed è per questo che c’è molta attenzione a preservare le api e mettere al bando i pesticidi che le danneggiano.

E ‘importante riconoscere che una dose di un cucchiaino di polline richiede ad un ape di lavorare otto ore al giorno per un mese intero. Ogni granello di polline contiene oltre due milioni di particelle di polline di fiori e un cucchiaino da tè contiene più di 2,5 miliardi di particelle di polline di fiori.

Il polline contiene tutti i componenti essenziali della vita. La percentuale degli elementi di ringiovanimento nel polline supera notevolmente quelli di ogni altro integratore o frutto. Il polline corregge una nutrizione carente o squilibrata comune nella nostra odierna civiltà del consumo di alimenti incompleti, spesso con ingredienti chimici aggiunti, che ci espongono a problemi fisiologici tanto diversi quanto numerosi. Ci sono numerose segnalazioni di esperienze mediche che mostrano chiaramente come i vantaggi del polline superano quelli di ogni altro alimento.

Il polline è considerato un energetico e tonico nutritivo nella medicina cinese.

Il polline è anche in grado di proteggere contro le radiazioni e di avere proprietà anti-cancro.

Secondo i ricercatori presso l’Istituto di Apicoltura di Taranov in Russia:

“Il polline è la più ricca fonte di vitamine presenti in natura in un singolo alimento. Anche se il polline d’api non avesse nessuno dei suoi ingredienti ancora sconosciuti, il suo contenuto nutrizionale da solo giustificherebbe di prendere almeno un cucchiaino al giorno, se non altro per rafforzare i capillari. Il polline è estremamente ricco di rutina, più di qualsiasi fonte, in più fornisce nutrimento al nucleo RNA [acido ribonucleico] e al DNA [acido deossiribonucleico]. “

Il polline è un alimento completo e contiene molti elementi che i prodotti di origine animale non possiedono. E’ più ricco di proteine rispetto a qualsiasi fonte di origine animale e contiene più aminoacidi di manzo, uova, formaggio a parità di peso. Il polline è un alimento particolarmente concentrata in tutti gli elementi necessari per la vita.

Ecco per concludere uno studio strepitoso. Pubblicato su Journal of the National Cancer Institute, guidato dal Dott. William Robinson e intitolato Delay in the Appearance of Palpable Mammary Tumors in C3H Mice Following the Ingestion of PolIenized Food ha dimostrato che, presi dei topi programmati geneticamente per morire di cancro al seno entro un certo tempo, sono stati divisi in due gruppi: ad un gruppo di topi è stato dato il polline e all’altro no. Chi non ha assunto il polline è morto di cancro alle mammelle esattamente nel tempo previsto mentre chi ha assunto il polline è vissuto dal 30 al 100% di tempo in più!

C’è da dire inoltre che un cucchiaino al giorno di polline d’api.

  • può risolvere l’infertilità nella donna migliorando l’ovulazione e la funzione delle ovaie
  • può risolvere le allergie e la febbre stagionale
  • migliora nettamente la forza e le prestazioni sportive
  • migliora il metabolismo e favorisce il peso forma (chi è in sovrappeso dimagrisce)
  • stimola il ringiovanimento cellulare
  • fornisce energia alla mente e combatte lo stress

Dove comprare polline Italiano?

Sparsi in tutta Italia troverai sicuramente molti piccoli apicoltori che vendono miele di qualità, presso i loro mercatini (ad esempio in piazza la domenica).

Se preferisci, puoi acquistarlo comodamente da casa tua con un click, acquistandolo su alcuni siti-web specializzati.

Ce ne sono diversi, ma se cerchi un prodotto naturale e 100% Biologico, ti consiglio il polline d’api marchigiano, dell’azienda agricola Erbedimauro.

Puoi ordinarlo su questa pagina: polline d’api Erbedimauro